Mai Guidare con l’I-Pod


La canzone rende sopportabile anche i suonini plastificati anni 80,
I Wall of Voodoo nel bel mezzo degli anni 80 s’inventano una specie di colonna sonora western post punk con vaghi accenti elettronici. Un primo abbozzo di quella contaminazione del folk tradizionale americano che tanto se ne trova di questi tempi su internet.

Non è che sappia poi molto di questo gruppo. Ricordo di averlo ascoltato secoli fa con l’idea di sentire qualcosa di attuale in quei giorni adolescenti divisi tra new wave e pomeriggi al Diva.
Stan Ridgway da solo rendeva i Cure quasi delle mammolette.

Sottovalutato o forse troppo avanti. 

Ascolta Stan Ridgway su MySpace  

Guarda il Video di Mexican Radio su Zero10 Reloaded

Una chitarra acustica traccia un riff elementare, un pianoforte ne accompagna la cadenza, una slide s’insinua orizzontale. Dopo pochi secondi una voce che sembra di pietra, sofferta e emozionata.
Persino un innocuo elettropop diventa una specie di crimestory, un noir nebbioso e tagliente.
Meglio dell’originale.

Guarda il video di Personal Jesus su Zero10 Reloaded

Divagazioni sul film Tv dedicato a Rino Gaetano 

Tempo fa si definiva nonsense tutto quello che non si capiva, tutto ciò che sovvertiva il senso comune con parole apparentemente pescate a caso. Nonsense era la bandiera bianca di Battiato, le sbarbine degli Skiantos; nonsense era il Santo vestito d’amianto, il sale della terra e il cielo sempre più blu, il vile maschio di Gaetano.
Lo chiamavano “genere demenziale” anche se ad ascoltarlo bene era assolutamente incapace di essere stupido e volgare.
Tra tutti Rino Gaetano era il ragazzo che parlava dell’Italia popolare,  politica ed emarginata con una ironia feroce sull’orlo di una presunta stupidità.

(altro…)

C’’è poco da dire il talento arriva inconsapevole, e inconsapevole lascia il soggetto interessato che spesso se ne fotte del talento.
Basta ascoltare Amy Winehouse per rendersi conto di quanto il talento possa essere bistrattato, perché con Amy il soul sgorga grezzo ed anche un trito attacco standard ti stacca dal tipico torpore del R’n’B moderno. Solo che la ragazza solitamente se ne frega della musica e pensa a rimanere in piedi, sul palco e fuori.

L’ultima apparizione italiana all’Alcatraz di Milano, lo scorso 26 ottobre dopo aver annullato buona parte della tournée europea per ripulirsi dall’eroina e da altre porcherie, l’ha vista stranamente sobria, con quel timbro magico che l’avvicina alle grandi del soul con una facilità disarmante.

Per il momento non se ne parla di vederla a Genova, speriamo nei festivals estivi – sempreché riesca a rimanere in piedi fino alla prossima estate.

Nel frattempo i suoi dischi sembrano nati per essere suonati a notte fonda al Senhor Do Bonfim. 
Ascolta una selezione dei brani di Amy Winehouse su Zero10 Reloaded.

Capitando per caso qui la serata davanti al PC si è fatta interessante.

Una segnalazione per quanti non ne hanno abbastanza di attraversare il traffico con le cuffiette e oltre a sorbirsi le divagazioni simil-musicali di questa categoria, non hanno niente di meglio da fare che ascoltarsi questa playlist su Zero10 Reloaded.

Difficile spiegare perché quello che chiamano post-rock spesso prende le sembianze di un pop minimalista, quasi al limite dell’operetta.
Forse stà tutto nell’immaginazione cinematografica di molti giovani musicisti, nella capacità quasi inconscia di shakerare tutti gli input che ci bombardano quotidianamente e di tradurli in qualcosa di originale ma al tempo stesso vagamente fuori moda, come un film francese in bianco e nero.

Così quando Yael Naim, cantante parigina di origine israeliana incontra David Donatien, percussionista indiano, sembra di stare al cinema, seduto la domenica pomeriggio in una sala semivuota per quel film che non danno in centro. Saranno tutte quegli ottoni che ti disorientano, oppure la semplicità del video che ti mette di buon umore; la sensazione è che in fin dei conti il pop di oggi non è sempre così leggerino, che ci si può abituare come ci si abitua ai film francesi.

Fatto stà che finita la canzone automaticamente mi chiedo se mai riapriranno il Lumière.

Guarda il video di New Soul

  

Ascolta Yael Naim su MySpace

Viviamo in periferia non c’è dubbio, da queste parti dobbiamo accontentarci dei pomeriggi alla Fnac.
Di eventi come quelli di Torino manco a parlarne.
Direte, Torino non è poi così distante, certo ma quando è stato l’ultimo concerto rock di valore a Genova?
I Deep Purple versione over 50? 
Poca roba veramente.
Oltre a questo si potrebbe aggiungere la mancanza di spazi, di posteggi, di sponsor “autoctoni” di un certo peso, di cultura musicale.


Continuiamo quindi ad essere una piazza da piccolo cabotaggio.

(altro…)

Pagina successiva »