Divagazioni


E dopo le spiagge tocca all’acqua.
Un documento impietoso della Regione boccia senza appello i depuratori cittadini su tutto il litorale urbano.
Su 8 depuratori solo 3 passano l’esame (pur funzionando parzialmente).
Nasce il caso politico e sembra proprio che tra Burlando e la Vincenzi non stia certo nascendo un idillio incantato.
Ma di questo c’importa poco, resta il problema serio dell’uscita in mare di liquami ed altro che si scontra con l’annosa mancanza di pecunia.
Un problema che s’inserisce nella lunga lista di cose da fare sulla scrivania del nuovo sindaco, il quale dovrà misurarsi fin da questo inizio con l’incuria, il mancato controllo e la politica lassista ereditate dalle amministrazioni precedenti.

Un inizio da paura per il neo assessore al Ciclo dei Rifiuti Carlo Senesi.  

Leggi l’Articolo di Repubblica

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Da tempo mi domando perché buona parte delle spiagge libere cittadine venga lasciata così a sé stessa.
Provate a fare un salto a Vernazzola per dare un’occhiata, oppure anche a Boccadasse così celebrata, a Ponente la situazione è anche peggio: sempre lo stesso degrado.
La qualità dell’acqua è tra le peggiori in circolazione, e quasi tutto il litorale cittadino è interdetto alla balneazione, ma lo stato di abbandono della battigia è forse ancora più grave.

Le spiagge conquistano l’onore della cronaca solo d’estate, tra bandierine blu e golette verdi; a volte in maniera consistente se c’è qualche alga velenosa in circolazione.
Poi con la fine del periodo estivo ci si dimentica di tutto.
Eppure si tratta di una parte importante della città, magari non così fruibile, ma comunque meritevole di attenzione.

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 di Monica Lanfranco  (Via Alternativamente)


Ciao a tutti, prometto che sarà quasi sicuramente la prima e unica nota che scriverò sulla politica locale di questa mia martoriata città, perchè da anni, per la precisione  dal  G8, la delusione e lo sconforto è stato tale che ho smesso di appassionarmi e di credere che le cose potessero migliorare, e quindi cambiare. Da donna di sinistra sono una cittadina educata, e denunciando con questo anche la datazione della mia formazione e della mia anagrafe (le persone più giovani non hanno alcuna formazione civica politica, e quindi non possono nemmeno essere educate), farò i miei auguri alla nuova giunta genovese, molto celebrata anche perchè a guidarla è la ormai notissima Marta Vincenzi, una donna senza dubbio energica e capace di vincere anche su avversari temibili e soprattutto di farlo nel clima paludoso di Genova, dove le energie sono solitamente impegnate a fare fallire i progetti altrui piuttosto che a costruire occasioni plurali, almeno nella tradizione della sinistra.
Una donna che non lesina, ci dice la stampa locale, un linguaggio e un approccio camallo persino ai cosiddetti guru dei quali ha deciso di circondarsi: a Freccero dice “dammi una mano e non rompere le palle” (speriamo che non parli delle sue, non si sa mai, le donne al potere si sa adottano linguaggi  e modi maschili perchè pensano di essere in questo modo migliori delle donne normali) e cattura l’inarrivabile Piano per dare una sistemata all’urbanistica.

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E’ un po’ di tempo che i pubblicitari si divertono a girare spot a Genova, di solito nei parcheggi degli hotel (probabilmente li ritengono caratteristici del luogo).
Nek che è nato a Sassuolo e che da queste parti non c’è mai stato, se si esclude il Palasport, ha pensato bene di farci un video a Genova.
Rigorosamente in centro.

Nella sequenza si racconta la storia di una donna e delle sue giornate consumate nella routine urbana in un cantiere navale.
Nek è il suo “angelo custode”, colui che la porterà a riconquistare la sua dignità e la sua femminilità spingendola a cambiare vita. Il suo compito principale è scrutarla dal tetto dell’ex Palazzo della Borsa sussurrando frasi sconnesse, nessuno però osa dirgli che probabilmente 10 metri più sotto e con il traffico del mattino, la bella non sente un bel niente, e che con i sensi unici che cambiano ogni giorno finirà sicuramente per schiantarsi contromano (da qui il titolo del brano).
Sul finale del video l’angelo si sposta sul Ponte Monumentale, meta preferita degli aspiranti suicidi.
In mancanza di un cecchino che decida d’impallinarlo é bello immaginare la folla reclamare il tuffo.

1 Minuto del video di Nek

Postilla Televisiva:  
La non proprio recente fiction Vento di Ponente ha introdotto la leggenda che nei cantieri navali genovesi lavorino belle bionde ben vestite. Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà ai lavoratori dell’indotto cantieristico, che pur avendo colleghe passabili, godono  principalmente della compagnia di saldatori siciliani, ingegneri coi baffi e operai in tuta da lavoro impegnati a martellare containers.

Saranno forse le prossime elezioni, oppure il fatto che anche in caso di vittoria del centrosinistra probabilmente non siederà più sullo scranno dell’assessore al traffico, tantomeno se verrà eletto Musso…non lo so.
Resta il fatto che il sig Merella stupisce per la sua metamorfosi.
Le esternazioni si sono sempre mantenute ad un livello decisamente sostenuto, quel che è cambiato è la prospettiva. Qui adesso si sta dalla parte dell’utente, del cittadino, dell’elettore, della signora che attraversa la strada, dei tonni.  
Non si salva nessuno. Chiunque voglia colpire l’utente della strada (pedone o motociclista poco importa) trova l’Arcangelo Merella.

I motociclisti si ritrovano elevati al rango di specie animale da salvare…i tonni per l’appunto.
L’AMT?   Un’accozzaglia di disservizi.
I Vigili? Gendarmi cileni che manco quelli di Pinochet. 
Prodi?  Nemico dichiarato di Genova fin dai tempi delle partecipazioni statali.

Chi si ricorda l’assessore tutto d’un pezzo deciso ad invertire il senso di marcia di Via XX Settembre anche sotto il fuoco incrociato delle critiche e degli “insulti”, oppure il tenace sostenitore delle aree blu,  non può che rimanere basito.

Ora abbiamo un nuovo supereroe in città.

 

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La battaglia contro i motociclisti è aperta già da un po’ di tempo.
Spuntare in centro senza essere multati è ormai utopia, tra corsie, telecamere e zone blu le vittime non si contano.
Manca solo che introducano dei parametri sulla pressione delle gomme, un limite alla dimensione del bauletto per completare il “capottino”.
Invece l’attacco si fa più subdolo.  
Convinti che non possano andare oltre (loro, i nemici, il destino infame che perseguita i motociclisti-impiegati del centro), s’inventano la protesta dei buoni pasto!

Titola il Secolo “Menù di serie B per chi paga col buono pasto – la protesta contro la deregulation dei ticket. La Confesercenti propone prezzi differenziati”.


In pratica ti presenti al bar, vedi quel bel tramezzino al tonno, fai per prenderlo ma ti appioppano un panino al prosciutto di 5 giorni fa, avresti voglia di un bel bicchiere di frizzantino fresco ma invece t’ammollano una birretta calda lievemente sgasata.

Solo ora capisco cosa intendeva il buon Sanguineti con il suo odio di classe.

Propongo che alla manifestazione di venerdì del Comitato Due Ruote in Città ogni motociclista si presenti con panino da casa. Gradito pane tipo papera con fetta di coppa o sopressata ligure.


Leggi la Notizia sui Ticket

Domenica 25 al Palazzo Ducale presentazione della guida “Genova, la Consulta delle Religioni”, opera realizzata dal Comune di Genova e curato dal Dipartimento di Storia Moderna dell’Università di Genova.
Nasce una geografia particolarissima della città che si rivela sorprendentemente vitale e variegata, un segno della crescita della Consulta genovese delle Religioni, organismo previsto nel piano regolatore sociale e costituito nel 2005 per garantire e far maturare la multiculturalità religiosa che ha pochi altri paragoni in Italia.

Ne dà resoconto dettagliato l’edizione locale di Repubblica in un interessante articolo del quale riportiamo alcuni stralci.

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