novembre 2007


Foto di Claudio Bergero

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Genoa – Roma 0-1 

C’ è di buono che la partita di sabato è stata l’ultima giocata dal Genoa a novembre, notoriamente “mese nero” per il suo mister. Dire che il rammarico è grande per un punto prestigioso che va in fumo al novantesimo minuto è un dovere, dire che non è il caso di fare drammi lo è altrettanto per le cose buone viste nelle ultime 5/6 partite.
Della partita giocata alla pari contro la Roma mi soffermerei solo sull’episodio decisivo del gol.
Si è parlato molto dei gol di testa subiti dal Genoa sulle famose palle inattive. Non mi convince più l’idea della disattenzione, non sarebbe generoso nei confronti di una squadra che fa del rigore tattico e dell’applicazione il suo pane quotidiano.
Azzardiamo invece un’analisi più approfondita: per buttare la palla dentro quando viene scodellata dalle fasce da piedi più o meno sapienti sono fondamentali due caratteristiche, la prima sta nella capacità dell’attaccante di scegliere il tempo giusto per inzuccare; poche storie è un dono di natura, o ce l’hai (Pruzzo, Shurahvy, Bettega, Santillana per fare un po’ di storia) o non ce l’hai (Milito e molti altr),  l’altra caratteristica, sempre più importante in un calcio così atletico, è la capacità di conquistare la posizione nei corpo a corpo che si scatenano in area durante la rincorsa che precede il cross.
Si tratta di schemi tipo basket dove diventa fondamentale il blocco  che permette di liberare l’ uomo davanti al portiere –  e qui ci vogliono chili, muscoli, astuzia che giocatori di alto livello navigati e con anni di serie A sulle spalle mettono sul piatto.
Credo sia questo lo scotto che ha pagato la squadra rossoblu in più di una situazione nelle ultime partite.
Il lavoro in settimana servirà a poco a poco anche a sopperire o migliorare queste lacune, è pertanto d’obbligo guardare avanti.
(Il Donde)  

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Livorno – Sampdoria 3-1 

La Samp non si smentisce, ormai ci ha abituato a queste retromarcie. Persino Marotta scende dal suo piedistallo d’ottimismo e chiama a rapporto Mazzarri. Sembra quasi che questa squadra abbia qualche tara schizofrenica perché non si è mai vista una serie così continua di risultati alternanti.
Le spiegazioni possono essere tante, prima fra tutte la pochezza di alcuni giocatori chiamati a sostituire le assenze blasonate, da non dimenticare poi l’assoluta mancanza di concentrazione (la Samp domenica sembrava a tratti la squadra di amici del giovedì sera).  
Il Livorno non ha fatto niente di esaltante, trovandosi dopo circa dieci minuti con due gol regalati ed un’avversaria suonata dagli schiaffi ricevuti. Peccato perché basterebbe la  convinzione espressa fin qui dal solo Bellucci per ottenere risultati dignitosi, quantomeno coerenti.
I tifosi blucerchiati giustamente si sentono presi per il culo e c’è anche chi si augura la dipartita di Mazzarri. Quel che è certo è che in questo primo scorcio di campionato la Samp non ha dato buona mostra di sé, come un adolescente sfigato ha sciorinato le sue magagne in maniera a tratti drammatica.
L’impressione é che questi giocatori non abbiamo un così grande attaccamento alla maglia e che lo spogliatoio sia terra di nessuno.
La tirata d’orecchie di Bogliasco è durata meno di un mese.
(Ruben)  

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Anima Loci – Cortometraggio
produzione BKP Milano – con Christian Zecca – regia Angelo Stramaglia Erika Baruffaldi – soggetto e sceneggiatura Erika Baruffaldi – musiche Bruno Coli – fotografia e montaggio Angelo Stramaglia – audio Stefano Agnini – aiuto regia Loredana Caldarola – assistenti alla regia Massimo Lechi Riccardo Menicatti operatore Angelo Stramaglia

La stampa ufficiale ha sancito a ragione il successo del corteo G8, la città invece lo ha subito, come del resto aveva subito i tremendi giorni del luglio 2001.
Non vogliamo certo equiparare gli avvenimenti, ma non ci sembra che Genova potesse reagire in maniera differente. 

Ci riferiamo non tanto ai partecipanti, peraltro in buona parte provenienti dalle associazioni, dall’ambiente sindacale, dai centri sociali, quanto a quella città abituata a vivere le vicende pubbliche con un certo distacco.

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La giornata raccontata da Repubblica

Speciale G8 di Primocanale

E già un po’ di tempo che si parla di vendere il Ferraris.
Il Comune si trova nella necessità di dover far cassa ed il pezzo pregiato che potrebbe risolvere il bilancio cittadino è appunto lo stadio.
Tagliata fuori la Sampdoria, all’inseguimento del sogno di Sestri Ponente, molti scommettono sull’interessamento del Genoa, anche se staccare un assegno di 35 milioni di Euro non è cosa da poco. 


Ora sembra che a fine mese qualcosa potrebbe muoversi, le due squadre genovesi infatti incontreranno l’amministrazione comunale per la nuova convenzione relativa allo stadio.
Se il Genoa vorrà spingere sull’acquisizione dello Stadio Ferraris questo potrebbe essere una prima occasione, resta tuttavia il grosso dubbio se la società intenda pagare quel prezzo senza battere ciglio.
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Appena vedi i nomi che hanno scelto per i propri figli capisci tutto (!!!)… sui genitori.

 Luca psicoterapeuta (Genova)

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