Zero10 si è fermato da un po’ ormai.
Niente di particolare a parte l’assoluta mancanza di tempo. Cercheremo ora di rimediare avendo comprato un appartamentino più piccolo ma confortevole, dove continuare a scrivere di Genova ed altro  con un filo d’ironia in più.

 

Clicca e leggi  ZERO10 reloaded  sarà un modo per riprendere i contatti..tra vecchi articoli e nuove cose.

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Di BredaBusBand 

Movida vuol dire tante cose: dagli albarini tirati del venerdì sera alla disperazione degli abitanti di Piazza delle Erbe. In mezzo c’è tanta gente: c’è chi ci lavora, chi ci passa la nottata, chi invece è solo di passaggio.  
Ad alcuni glielo leggi in faccia che sono solo lì per far soldi, tanto che adesso hanno stoppato le licenze per i locali nel centro storico.
A passarci in mezzo, ad un’età che non ti permette la diretta partecipazione, sembra di rivedere la stessa fiera della vanità degli anni 80, ma con più scazzo meno coscienza e più soldi.
Anche quelli dietro il banco mancano della giusta intenzione. Troppi ristoranti si contendono la moda del momento, riciclando la tradizione.

La movida è cambiata perché è cambiata la gente.

Tempo fa c’era la Panteka, quella sì familiare, autoctona, del posto.
Si passava il tempo improvvisando jam session fino al mattino. Ora chiude e lascia il posto ai disco bar, a tutti quelli che preferiscono i Deejay.  
Sarà anche il segno dei tempi, ma con la Panteka si perde un pezzo della cultura del divertimento cittadino, un esempio per questa Movida senz’anima che spesso fa la guerra col quartiere, un peccato ritrovarci un giorno un magazzino al suo posto.

Grazie oste.    

La BredaBusBand in Panteka  

 

 

 

 

 

Una recente indagine filogenetica, pubblicata da Plos Neglected Tropical Diseases, sembra confermare che il batterio responsabile della sifilide sia arrivata in Europa con il primo viaggio di Cristoforo Colombo e del suo equipaggio.
L’ulteriore conferma dell’importanza strategica della tradizione mercantile nella civiltà occidentale.

C’era quel film alla Tv e l’idiota sul giradischi.
L’iguana non passa di qui, e poi la Gaiazza è in culo ai lupi.
Forse avrei dovuto suonare la batteria piuttosto che avere questa roba in gola, la voce di Amleto. Forse avrei…non sò, quali altre cose.

Ma in un attimo ho imparato quanto spazio ci vuole sotto le scarpe per toglierti il respiro.

Lo spazio della sedia.

Link da Zero10 Reloaded

Lazio-Genoa 1-2 

Vittoria che fa notizia per più di un motivo, per la levatura dell’avversario anche se non in un momento felicissimo, per la statistica, 50 anni senza vincere all’olimpico non sono pochi, per il fatto che il Genoa alla ripresa dopo le feste natalizie di solito perde malamente, ricordiamo la fatal Pescara dell’anno scorso tanto per citare il ricordo più fresco.
Non fa invece notizia un elemento importante e che non dovrebbe sfuggire a chi ha seguito le partite dei rossoblu in casa e fuori; salvo che in rarissime performance, l’atteggiamento degli undici che scendono in campo è sempre per mentalità offensivo e basato su un gioco che ha un canovaccio ormai consolidato, se questa volta la ciambella è venuta con il buco, lo si deve in primis a questo tipo di caratteristica accompagnata ieri  da concentrazione sempre alta, un pizzico di fortuna, ed un po’ di benevolenza arbitrale.
Che il jolly dell’Olimpico porti, oltre ai preziosissimi 3 punti, la consapevolezza che la continua ricerca del “gioco” – nonostante qualche inevitabile rovescio – è la strada maestra per obiettivi anche proiettati alle stagioni future.  
(Il Donde) 

Sampdoria-Palermo 3-0 

Il 2008 si apre con la migliore partita della stagione. Il Palermo ha poco da recriminare vista la prestazione della squadra nel suo complesso ed in particolare del Marziano di Bari e di Bellucci sempre più capocannoniere della squadra. Una Sampdoria perfetta con la giusta dose di pazzia davanti e finalmente attenta e quadrata dietro, conferma la regola del tre questa volta con spettacolo e divertimento. Se si pensa che a farne le spese c’era il Palermo la sensazione è veramente splendida.
Mazzarri l’aveva detto d’aspettare il girone di ritorno ma una prova così di carattere in pochi ci credevano.
Aspettiamo la Juve sperando che questa ventata positiva non sia solo una folata passeggera sul Bisagno.
(Ruben)

Il Popolo dei Telemultati 

Non c’è bisogno di aggiungere altro, se dopo quasi un anno di calvario tra telecamere e quantità interminabili di multe i quasi centomila motociclisti, insieme ad Assoutenti e Due Ruote in Città, trovano finalmente il modo di far girare a proprio favore la scandalosa vicenda delle telemulte, guadagnano a mani basse il primo posto tra i personaggi del 2007.
Una carta finalmente a favore della categoria degli avvocati. 
 

Corsie Gialle Aperte da Repubblica Genova
Telemulte bocciate dalla Consulta da il SecoloXIX

 

Emanuele Luzzati 

Se fosse stato un comico o un attore famoso avrebbe avuto ben altra celebrazione. Luzzati paga la particolarità della sua arte così lontana dal pubblico medio. Ricordato degnamente in città lo Stato se ne dimentica in fretta, quasi a confermare l’appiattimento culturale sui soli “artisti” di massa. 

Pippo dei Trilli 

Con lui la vecchia scuola della canzone dialettale ha perso un altro pezzo della sua tradizione. Pur non avendo una voce esemplare Pippo aveva ancora quell’umanità popolare tipica delle vecchie generazioni di lontana tradizione goviana; quella generazione di zeneisi per i quali l’italiano era solo una materia scolastica.
Per capire cos’è la canzone dialettale ci rimane a questo punto solo Piero Parodi. Le nuove generazioni da Franca Lai a Matteo Merlo pagano lo scotto del genovese dimenticato, i Buio pesto rimangono troppo spesso nella parodia del belinlandia.
 

Renzo Piano 

Tanta carne al fuoco che aspetta di essere servita. 2008 cruciale, leggi alla voce Marta Vincenzi. 

Paola Pettinotti 

Un romanzo d’esordio (Ghetto – Fratelli Frilli Editori) che racconta una città ai più sconosciuta: un’indagine nei carruggi dei travestiti. Una storia di genere ma con accenti originali e soprattutto sinceri. Il suo libro racconta la città scovando storie tra scene di normale quotidianità. A differenza di quanti si limitano ad elencare le vie e i quartieri, lei pensa che per raccontare Genova non ci sia modo migliore che seminare qua e là parole come rumenta e cirulla. Da tener d’occhio.