Libero Mugugno


Un centro di lusso ed una periferia in buona parte vivibile, questo in estrema sintesi sembra essere la città del futuro a cui aspirano le autorità cittadine. Una buona infrastruttura per permettere una buona mobilità in una città alquanto difficoltosa e poi spazi turistici dal Porto Antico (dove yatch sempre più grandi attraccano sulle sponde dei Magazzini del Cotone) al Bentley cinque stelle.
Ma se anche il degrado diventa occasione per promuovere ulteriormente il lusso, il sospetto che con queste scelte si voglia “vendere” alcune parti della città al miglior offerente in cambio oltre che ad un risparmio di spesa anche di una certa partecipazione agli utili, è abbastanza verosimile.

Non siamo contrari al metodo “dell’affitto ai privati” per il recupero delle aree degradate, siamo però contrari al fatto che spesso queste iniziative sono essenzialmente commerciali magari d’elite.
Un esempio Scalinata Borghese, un tempo destinata ad essere sede dell’Accademia di Belle arti, poi diventata sede di un’Asl, ora casa provvisoria di sbandati senza tetto, tra un po’ ristorante chic per pochi eletti, destinato a completare il lato gastronomico del turismo lussuoso che si stà costruendo intorno al centro cittadino.

Si continua quindi a costruire per i ricchi – che in questa città si sa sono ben nascosti – ma almeno una volta si sarebbe voluto vedere un’area come Scalinata Borghese destinata a qualcosa di più popolare:un asilo nido, una biblioteca, un centro culturale.E chiedere troppo per una città già capitale della cultura?

diGuidolavespa 

Anni fa davanti al Corbusier verso l’una di notte mi sono preso la classica “bulaccata” d’acqua da parte di qualcuno del palazzo di fronte.
Fra tutti saremo stati una cinquantina, io ne venivo da suonare e andavo a farmi una birretta. 

Sciaff !  

Mi giro e stavano passando due poliziotti, gli chiedo: 

”Ma vi sembra normale?” 

e loro:
  ”Perchè, ti sembra normale il casino che state facendo?”

 

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Vista la quantità di auto e moto che transitano all’interno del parcheggio dello StarHotel di Genova Brignole solo per risparmiare i cinque minuti d’attesa al semaforo sulla svolta a destra in Via Tomaso Invrea, mi domandavo se il codice della strada consente il transito continuativo in parcheggio privato, oppure se si può parlare di guida pericolosa.
Gradita la segnalazione collettiva alla Polizia Municipale affinché si possa procedere con eventuale gragnuola di multe.
Sarebbe un modo agevole e sicuro per avvicinare il Corpo dei Vigili all’utente corretto della strada.
Saluti

 MM motociclista (Genova)

Dopo anni di incontri, dibattiti e assemblee pubbliche con rappresentanti della pubblica amministrazione sulla messa in sicurezza di Via Tanini per garantire i pedoni che la percorrono giornalmente (studenti, casalinghe, mamme con passeggino, anziani), la strada ha ora un marciapiede.
Un marciapiede di circa 50 cm di larghezza segnato con una striscia bianca, un’altezza di centimetri zero, ed un bel omino (il presunto pedone) disegnato ogni tot metri.

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Il recente ritrovamento a Sant’Eusebio di centinaia di elenchi telefonici nuovi abbandonati in una discarica dovrebbe sensibilizzare le associazioni dei consumatori (e soprattutto la Telecom) sulla reale necessità di consegnare ogni anno un elenco telefonico completo.

Ognuno di noi infatti può facilmente confermare che le variazioni da un’edizione all’altra sono minime, pertanto la pubblicazione di una sola integrazione annuale che includa i nuovi numeri e tutti i numeri di interesse pubblico, sarebbe sicuramente una scelta di buon senso.
Senza dimenticare che la principale novità annuale dell’elenco solitamente è la foto in copertina.

Un esempio.
Mia nonna, che aveva una seconda casa in Valbrevenna, ne usava una copia del 92 – tuttora utilizzata – e non abbiamo ancora sbagliato un numero!
Volete mettere inserire ogni anno un piccolo opuscolo all’edizione decennale di casa, rispetto alle cataste di carta appilate nel portone?

Chiamatelo ecologismo, risparmio di risorse o educazione civica, io preferirei parlare di parsimonia.  
Mentre
si discute tanto di cultura ecologica, di riciclaggio e raccolta differenziata, basterebbe ogni tanto ricordarsi che cosa si potrebbe recuperare della nostra cultura contadina.

Leggi sull’argomento la proposta del blog Blogeko

E dopo le spiagge tocca all’acqua.
Un documento impietoso della Regione boccia senza appello i depuratori cittadini su tutto il litorale urbano.
Su 8 depuratori solo 3 passano l’esame (pur funzionando parzialmente).
Nasce il caso politico e sembra proprio che tra Burlando e la Vincenzi non stia certo nascendo un idillio incantato.
Ma di questo c’importa poco, resta il problema serio dell’uscita in mare di liquami ed altro che si scontra con l’annosa mancanza di pecunia.
Un problema che s’inserisce nella lunga lista di cose da fare sulla scrivania del nuovo sindaco, il quale dovrà misurarsi fin da questo inizio con l’incuria, il mancato controllo e la politica lassista ereditate dalle amministrazioni precedenti.

Un inizio da paura per il neo assessore al Ciclo dei Rifiuti Carlo Senesi.  

Leggi l’Articolo di Repubblica

Da tempo mi domando perché buona parte delle spiagge libere cittadine venga lasciata così a sé stessa.
Provate a fare un salto a Vernazzola per dare un’occhiata, oppure anche a Boccadasse così celebrata, a Ponente la situazione è anche peggio: sempre lo stesso degrado.
La qualità dell’acqua è tra le peggiori in circolazione, e quasi tutto il litorale cittadino è interdetto alla balneazione, ma lo stato di abbandono della battigia è forse ancora più grave.

Le spiagge conquistano l’onore della cronaca solo d’estate, tra bandierine blu e golette verdi; a volte in maniera consistente se c’è qualche alga velenosa in circolazione.
Poi con la fine del periodo estivo ci si dimentica di tutto.
Eppure si tratta di una parte importante della città, magari non così fruibile, ma comunque meritevole di attenzione.

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