Buone Notizie


Riportiamo pari pari l’articolo de Il Giornale relativo ai primi risultati dei ricorsi per le telemulte.
Effettivamente la gestione improvvisata, con l’invio in massa delle multe, non poteva non determinare questo tipo di errori.

Un invito a fare attenzione ai dettagli prima di pagare.

(Genova 18/10/07) “Uno a zero per i cittadini. Annullata la prima telemulta. Una decisione importante, forse decisiva soprattutto per la motivazione, che potrebbe ripetersi in molti altri casi di cittadini che in questi giorni hanno ricevuto le sanzioni fatte dalle telecamere.  

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Il caso dell’Ekom di Via Turati.
…E qualcuno ancora pensa che la spesa non sia un fatto culturale.
 


Leggi l’articolo.

Una recente indagine di Altroconsumo ha confermato che l’acqua del rubinetto in 35 città italiane è buona e sicura. La più cristallina è negli acquedotti di L’Aquila, Cagliari, Pavia, Aosta e Bergamo.
A Genova, secondo il giudizio severo di Altroconsumo, non raggiungiamo la sufficienza a causa dell’acqua un po’ “pesante”, ma risulta comunque potabile e nel rispetto della legge.

L’indagine si concentra sulla valutazione di moltissime sostanze e anche se l’acqua prelevata in Piazza Campetto risulta essere la più dolce d’Italia, vale a dire la più light, e con i residui fissi più bassi (cavallo di battaglia di tutte le pubblicità delle acque minerali), siamo purtroppo bocciati per la presenza di nichel, trielina e cloroformio seppur in quantità inferiori alla metà del massimo consentito.

In linea di massima però la qualità dell’acqua di casa nostra rivaleggia con quella delle migliori acque minerali, non proprio economiche.

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L’iniziativa è seria e lodevole, sicuramente meno superficiale del sottoscritto che raggiungendo la pagina web é bonariamente scoppiato a ridere.
Perché si pensava che una “casa” del genere potesse nascere solo a Genova. Perché si pensava poi come quest’idea fosse la perfetta espressione del famoso understatement genovese, quasi come un pizzico d’humour inglese in un ambito sociale di aiuto e solidarietà.

«I genovesi sono famosi per mugugnare sempre su tutto e tutti, ma spesso non trovano qualcuno che ascolti i loro problemi – dice Angela Burlando ex vice questo e promotrice dell’iniziativa – questa casa, che potremmo anche chiamare casa del sorriso, nasce per rispondere a questa mancanza, e per fornire un tavolo e un mediatore professionista alle piccole grandi diatribe che nascono dalla quotidiana e spicciola convivenza tra le persone».

Sembra quasi la conferma che qui da noi il mugugno è più che mai una professione.

La Casa del Mugugno è operativa dal giugno scorso in via San Giorgio 7 rosso

Vai alla Casa dei Mugugni (La Comunità Cooperativa)

Quasi dodici anni con l’acqua in casa, giornate passate a maledire chi invece di fare l’architetto poteva semplicemente far dell’altro. 
Ora dopo tutto questo tempo i tetti delle Lavatrici di Pegli 3 sono stati finalmente impermeabilizzati, 3 anni per finire i lavori  finanziati per l’80% dal Comune attraverso l’Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia (ARTE).

900mila euro spesi in un’opera indispensabile per risolvere “una situazione causata da errori di costruzione irrimediabili, come l’uso delle tecniche per la costruzione dei capannoni industriali, non certo adatti all’edilizia residenziale” conferma Giacomo Ricciuti amministratore dei civici coinvolti e principale promotore dell’iniziativa.

E se in tutti questi anni ogni giornata di pioggia era causa di proteste e bestemmie, ora 54 famiglie possono vivere civilmente.

La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta.
Da questa storiella è facile desumere quanto sia radicata la poetica del mugugno da queste parti.
Il mugugno è infatti un’arte, un nostro dato antropologico quasi quanto il pesto.
La sublimazione della protesta: solitaria, visionaria, a volte maledettamente lungimirante, altre volte schizofrenica e autolesionista.
Ma il mugugno è anche la conferma che il genovese pensa e tiene alle sue cose.

Per questo motivo vorremmo dare voce ai mugugni, a quei sentimenti che spingono molti cittadini a scrivere tonnellate di lettere ai giornali, denunciando le mancanze, il degrado, le ingiustizie, le disavventure che nascono e si sviluppano in questa città.

Inviateci i vostri mugugni piccoli grandi o micro, a questo indirizzo email  zero10@fastwebnet.it

Post Scriptum: Il titolo del post è gentilmente preso in prestito dal Secolo XIX che ci ha regalato una bella citazione nell’articolo di ieri dedicato ai bloggers cittadini.
Sentitamente ringraziamo.

Nella riconversione dell’area ILVA di Cornigliano non c’ è solo posto per il polo siderurgico a freddo, Emilio Riva vorrebbe installare anche una centrale elettrica alimentata a olio di palma oltreché dipingere i capannoni di azzurro lungo la nuova strada a mare.

”Voglio vedere bene tutto”  spiega Riva  “ Se produce odori non se ne parla nemmeno”.

Il quartiere, dopo aver degustato ben altri odori, plaude anche alla riconversione ecologica del sig Emilio.

Vedi il sito della  Società per Cornigliano per i dettagli completi del progetto di riqulificazione urbana.

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