settembre 2007


Per noi genovesi un’inchiesta del genere non può lasciarti indifferente.
Il Gaslini fa parte del nostro DNA, occupa uno spazio mentale sicuro sul quale ognuno di noi fa affidamento.

Quanti di noi non hanno mai fatto una corsa al Gaslini?

 

Leggere quindi della decadenza del centro pediatrico più famoso non può che lasciare increduli, allarmati e addolorati.

Fabrizio Gatti giornalista dell’Espresso già curatore della precedente inchiesta sul Policlinico Umberto I di Roma non scrive certo sul “sentito dire”, quindi per quanto possibile si spera che queste rivelazioni non passino inosservate, soprattutto all’Arcivescovo Presidente Angelo Bagnasco che dovrà rispondere delle contraddizioni rivelate.

Nel caso ancora qualcuno pensasse che spesa pubblica e precariato siano solo noiosi argomenti da dibattito. 

Leggi l’inchiesta de L’Espresso.

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Iniziamo con oggi una si spera proficua collaborazione con Andrea Casalino curatore del blog PegliMobile, esperto ed appassionato di mobilità e trasporti urbani con particolare attenzione alla nostra città.
Il pretesto di questa collaborazione è la presentazione lo scorso 22 settembre del nuovo Piano Urbano delle Mobilità (denominato PUM) con il quale vengono delineate le prospettive e linee dello sviluppo dei trasporti cittadini nel medio-lungo termine.
Il PUM è un documento abbastanza ampio, pertanto si è deciso di trattare separatamente le novità più importanti.
Il primo intervento di oggi riguarda la prima idea forte del progetto:
la reintroduzione e lo sviluppo del tram.
  

IL PUM IN PILLOLE:  IL TRAM A GENOVA 
Di Andrea Casalino

Uno degli aspetti positivi del nuovo Piano Urbano della Mobilità (il famoso PUM) è il deciso slancio per la reintroduzione del tram a Genova. 
Il Piano infatti prevede la costituzione di una rete tranviaria che, a partire dalla Val Bisagno (Prato), dovrebbe toccare la Foce, attraversare il centro cittadino seguendo l’itinerario delle gallerie (De Ferrari – Corvetto – Portello – Zecca – Balbi – Principe) e proseguire per Di Negro, Terminal Traghetti, Matitone, Sampierdarena, Fiumara, ecc.

Il sistema di “forza” del trasporto pubblico viene quindi classificato in due tipi di servizi: veloci, indicati per le distanze medio – lunghe e basati su servizi di ferrovia urbana e metropolitana; capillari, maggiormente indicati per le distanza brevi, basati sui bus e sul servizio tranviario.


Ma cosa significa reintrodurre il tram? Le risposte sono molte. 
Occasione di riqualificazione urbanistica e commerciale delle strade attraversate, un servizio puntuale con le frequenze garantite, elevato comfort di viaggio (interni spaziosi senza il fastidioso “effetto trincea” proprio dei bus, pianali ribassati a livello marciapiede, forte riduzione degli “scossoni” durante la marcia). Ma non solo.


Il tram ha il vantaggio, rispetto ai bus e ai filobus, di occupare assai meno spazio sulla carreggiata (non ha quindi bisogno di “corsie gialle” ampie come quelle attuali).
Sotto il profilo economico, invece, consente l’abbassamento dei costi di servizio: un tram porta più passeggeri senza dover aumentare il personale. Si ha quindi una riduzione del costo della mano d’opera.
Ma, attenzione, il vantaggio non è solo per l’utenza e per l’azienda, ma anche per il personale, infatti la guida di un tram che viaggia in sede propria e separata dal traffico consente turni di lavoro assai meno stressanti delle condizioni attuali.

Chi ha vissuto l’epoca dei tram genovesi (e che, forse, non hanno avuto modo di vedere in funzione quelli moderni) opporrà forse la rumorosità. Ebbene, anche questo problema è stato risolto grazie alla posa dei binari su sistemi elastici, oggi di norma ed obbligatori, che riducono fortemente le vibrazioni.  

Dal sito Peglimobile, attraverso i link contenuti, è possibile prendere visione delle esperienze di diverse città europee ( p.e. Nizza e Montpellier) a cui questo PUM si ispira. 

Andrea Casalino

Le foto riportate sono tratte dal sito Mondo Tram – Un Tram per Genova di Fiorenzo Pampolini

Genoa – Udinese 3-2 

Vittoria importante e convincente.
Iniziamo dall’avversario visto ieri sera: dove finiscono i meriti di una squadra e cominciano i demeriti dell’altra?
Questo dilemma ovviamente non ha risposta.
Diciamo solo che l’Udinese in questo avvio di campionato, a parte la partita col Napoli, non ha fatto solo la comparsa. E questo conta.
Per raccontare il Genoa ci soffermiamo su una caratteristica che ricorre quando gli schemi di Gasperini funzionano: risulta molto difficile individuare uno o due protagonisti che possano rubare la scena alla grande importanza che riveste il collettivo.
Attenzione non diciamo che in questa squadra manchino individualità di buona caratura tecnica, l’ honduregno Leon, la rivelazione Danilo, lo strepitoso Borriello, “un vanto per la sua razza” citando Woody Allen, ma i gesti tecnici di questi signori sembrano agevolati, favoriti quasi ispirati dalla coralità del gruppo. Per carità non scopriamo niente di nuovo, questo è il calcio, però fa sempre piacere ricordarlo.
Così come merita di essere ricordato Rubinho, è la seconda volta consecutiva che non riesce a terminare la partita per colpe non sue, ma sfortuna a parte, è ormai da considerare per tecnica e personalità un elemento fondamentale per la squadra.

Intanto, passati poco più di cento giorni da un Genoa-Napoli di strepitosa serie B, si ripropone domenica un Napoli-Genoa, numeri alla mano, più che dignitoso per la Serie A. 
(Il Donde)

Guarda il servizio di PrimoCanale 


Inter – Sampdoria  3-0 

Fonti vicine all’entourage nerazzurro confermerebbero che Ibrahimovic sia stato definitivamente nominato santino ufficiale per la semplicità miracolosa con cui risolve le magagne del “principe” Mancini.
Forse è proprio vero che è tramontata l’era in cui anche una piccola poteva tentare il colpaccio fuori casa con una grande, infatti mai come in questo caso la legge del più ricco trova riscontro sul campo: basta comprarsi Ibra.
Lo stesso Mancini si limita a schierare una formazione da compitino senza grosse sorprese, tutto il resto lo fa lo svedese.
Della partita quindi poco da dire, una Sampdoria decisa a raccogliere almeno un punticino rimedia tre sberloni perentori che lasciano poco spazio alle attenuanti.
Nonostante l’avvio disinvolto alla prima distrazione l’Inter non perdona. Incassato il primo gol la Samp si sfalda e non c’è più partita.

A conti fatti la prossima settimana è ancor più decisiva per le sorti della Samp. Le vittorie con Atalanta e Aalborg potrebbero ridipingere d’ottimismo il futuro sampdoriano, in caso contrario è nebbia totale.
Unica nota positiva, già intravista nel derby, un Cassano volenteroso, smanioso di far bene e, si spera, con la testa per giocare finalmente.
Il futuro del Doria sembra proprio dipendere da questa speranza. 
(Ruben)

Guarda il servizio di PrimoCanale

Apre il Bentley  hotel a cinque stelle tutto lusso, marmo e palissandro nato dalle “ceneri” del palazzo Ilva in Carignano.

Ventidue anni dopo il Columbia di Principe: benessere e qualità della vita a peso d’oro. 

Leggi l’articolo de La Stampa

A prima vista la faccia non promette nulla di buono.
Quello sguardo intimidatorio da killer seriale ti lascia un “vago” senso di inquietudine.
Immagini il suo vicino di casa trucidato perché ha osato criticare le sue canzoni, fans seppelliti nel giardino di casa, te lo immagini armeggiare davanti alla porta di casa perché non hai avuto l’accortezza di togliere le chiavi dalla toppa.


Insomma ti ritrovi a rimestare tutta quella roba da cronaca nera che ci propina il Corriere Mercantile.

Così piazzi i suoi files sul lettore con grande cautela, a volume basso perché non s’inquieti. La musica parte piano, sfrigolio di corde sullo sfondo, poi un violino e con un filo di voce lo senti cantare.
Quel fastidio di colpo diventa giramento di testa,  sentore di acido fenico : “Bravo Cristo in fondo”. 

Ascolta le canzoni di Iron & Wine su Myspace 

Leggi la recensione di Sheperd’s Dog su DiscoClub

Quanti dicono che la festa c’è stata sugli spalti dovranno questa volta ricredersi, infatti al di là della mancanza di coreografie stavolta il derby non si è certo contraddistinto per il fair-play.
Pur volendo tralasciare le botte che si sono date in campo (Bellucci e Rubinho su tutti), gli scontri all’esterno dello stadio sono la conferma della stupidità imperante in molte parti delle tifoserie.
Le stesse persone che nonostante tornelli e paletti, biglietti nominativi e abbonamenti ad personam, riescono sempre e comunque ad entrare, uscire e fare le loro prove di guerriglia intorno allo stadio.
Per questi motivi si deve assolutamente parlare di una festa rovinata dal nervosismo in campo e da pochi coglioni fuori.

La scorsa settimana un singolo petardo ha fruttato un anno ad un belinone qualunque che ha pensato bene di andare allo stadio con un mortaretto.
Ora gli scontri di ieri rischiano di rimanere lettera morta, con buona pace degli abitanti di Marassi che si ritrovano auto o moto distrutte.
Troppo facile ricominciare la solfa sulle forze dell’ordine (non proprio tempestive), sulla mancanza della legge, è indubbio che sono ambedue insufficienti, sarebbe invece opportuno trovare finalmente la collaborazione delle società e dei club.

Ad esempio non è proprio possibile trovare delle regole per attuare una certa selezione alla fonte cioè prima dell’assegnazione dei biglietti o abbonamenti, senza che le società ci rimettano dei gran soldi? 

Un video degli scontri…se non vi va la colonna sonora deselezionate l’audio. 


Sampdoria – Genoa  0-0

Se capita che una partita tecnicamente inguardabile sia la stracittadina della lanterna, che per di più manca dalla massima serie da oltre 12 anni, si è benevolmente portati a considerarla frutto e conseguenza della troppa tensione che si dice attanagli i protagonisti nelle ore della lunga vigilia.

Forse in parte è vero, ma se inseriamo la gara nel contesto delle vicende che stanno vivendo le due squadre, ci tocca essere un po’ più cattivelli e, senza dare giudizi definitivi sugli interpreti, avanziamo qualche perplessità sulla conoscenza da parte degli stessi dello spartito che i due bravi tecnici stanno cercando di inculcare loro.
Tra tre giorni si replica con la consolazione che la stecca di ieri sera ha almeno fruttato un punticino in classifica.

Con la speranza che presto cambi un po’ la musica. 
(Il Donde)
  

Il servizio sulla partita.

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