giugno 2007


Parlare dei giorni del G8 non è più possibile, troppe polemiche, troppa ideologia.
Arriva adesso la notizia di una rievocazione del corteo di via Tolemaide dopo 6 anni dal vertice, penso che a buona parte dei genovesi non gliene possa fregar di meno di rievocare giorni in cui la città fu semplicemente sequestrata fuori e dentro la zona rossa; del vertice non si ricorda niente, tantomeno le decisioni prese dai Grandi, Giuliani e Placanica hanno preso adesso lentamente corpo per quello che sono stati “due poveri ragazzi”.

La Storia Siamo Noi,
la puntata dedicata al vertice del G8

21 Giugno 2007
Showcase di presentazione al Fronte del Porto Area Expò dell’album Malditesta Di Ilaria Scattina

Ascoltando Ila si ha la sensazione di sentire qualcosa di nuovo senza cadere nel “già sentito”.  
Le sue canzoni sono un mix di ricordi ed esperienze di vita accompagnate da un impatto musicale forte e deciso ma addolcito dal timbro vocale decisamente pulito.
La band formata da Teo Marchese,Teo Airoldi e Andy Ronchi spazia agevolmente dal rock al pop con navigata facilità.
La presentazione dell’album Malditesta é stata comunque una buona occasione per Ilaria di rincontrare musicalmente la sua città e nonostante qualche disavventura di troppo (una luce del palco le cade direttamente in testa causando una sospensione del concerto di circa mezz’ora) la cantautrice ha offerto senza risparmiarsi un’ora di musica con un’energia sorprendente dimostrando originalità e passione.


Tra i pezzi dell’album spicca  “Pallottolion” , brano dedicato al nonno, recentemente vincitore del premio Ecoradio alle selezioni nazionali di “Primo Maggio Tutto L’Anno”.
Le cover di “Creuza de Ma” (De Andrè)  e “Talking About A Revolution” (Tracy Chapman), interamente rivisitate, hanno contribuito a dare corpo alla serata che è scivolata via tra gli apprezzamenti rumorosi del pubblico presente.
La serata si è conclusa con due brani inediti non presenti nell’album ma che evidenziano un’ulteriore crescita artistica e che fanno ben sperare per i prossimi lavori della cantautrice. 

L’album Malditesta sarà disponibile durante i concerti e prossimamente su Itunes. L’unica nota negativa è che Ilaria avrebbe a nostro avviso meritato di più, una maggiore partecipazione soprattutto da parte di quei supposti addetti ai lavori (giornali, siti culturali o radio) che da tempo non vanno mai oltre la minestra riscaldata del mainstream.
Purtroppo Genova (quella musical-culturale) ha perso ancora una volta l’occasione per poter ascoltare uno dei propri talenti, una città da sempre ricca di idee ma da tempo caduta in una sorta di menefreghismo che ha prosciugato ogni curiosità per le proposte musicali che non siano adeguatamente pubblicizzate o già affermate.

Visita il sito web di Ilaria
Leggi la nostra intervista  

(Il-Manzi)

Sono sempre il solito. Il solito cittadino mugugnone che cerca con le sue piccole manie di CAPIRE!!
Perlomeno capire cosa sta succedendo a Genova, ma soprattutto a Voltri.
 
Vötri o Ütri come dite voi Voltresi.

Ma non siete stufi di essere presi in giro da questa politica dove ognuno pensa per sé?

Proprio Voi, che avete combattuto tante battaglie, in guerra, in fabbrica, e continuate a combattere per le Vostre Pensioni. 
Avevate il mare, la spiaggia, le cosiddette “BARACCHE alla spiaggia” che sicuramente non erano belle da vedere, ma facevano parte di una tradizione antica.
E proprio li’ passavate le Vostre giornate, invernali ma soprattutto estive, chiacchierando – mugugnando (perche’ a Genova e’ gratis) ed era un punto d’incontro sociale.
Ma ahime!!! Qualcuno ha deciso che le casette erano baracche, che Voltri doveva rinascere e cosi qualcuno ha stanziato qualche milione di euro (ovviamente soldi della comunità) per una passeggiata a Voltri.

Ma cosa serve la passeggiata a Voltri??  Per Voltri era una priorità?

Ma se questi soldi fossero stati spesi per migliorare il centro storico, favorendo commercianti e creando un’isola pedonale senza che la gente quando deve fare la spesa, o una passeggiata, debba respirare lo smog del traffico e sopportare la coda perenne, non sarebbe stato meglio?

Vorrei capire, vorrei capire perché !!

(Vincenzo – Mugugno Ponente)

Una chiacchierata con Andrea Pozza, pianista compositore, genovese.

di Mario Marchesi


E’ difficile pensare di poter suonare la musica di cui si è innamorati in una città come Genova.
Il rapporto ambivalente a cui sono costretti i suoi più convincenti talenti rende quasi impossibile costruirsi una carriera all’ombra della Lanterna.
La città o forse i suoi personaggi “influenti” sembrano remare contro, impastoiati nella cultura del “maniman” che ha come conseguenza ultima quella di allontanare i giovani talenti.
Questo vale per tutti, dagli ingegneri ai cantautori (ma qualcuno la più vista la cosiddetta Scuola Genovese?), ma soprattutto per i musicisti jazz che oltre ad avere un pubblico certamente più limitato e selettivo, non hanno certo l’appoggio dalle amministrazioni cittadine e di quanti sono nella posizione di poter valorizzare la cultura musicale; a parte forse qualche iniziativa privata come lo storico Louisiana Jazz Club o il Borgo Club.
Non parliamo delle iniziative culturali, i Festival estivi si moltiplicano ogni anno, ci riferiamo in particolare a cosa si fa di concreto per la musica, in termini di spazi, cultura, valorizzazione e crescita dei musicisti.

Mai profeti in patria da queste parti.

Andrea Pozza è uno di questi talentuosi musicisti che ha ormai consolidato la sua carriera lontano da Genova, collezionando negli anni preziosissime collaborazioni fino all’attuale partecipazione al quintetto di Enrico Rava, trombettista ben noto agli appassionati di jazz.
Abbiamo incontrato Andrea tra i suoi concerti ed impegni.

Ecco qui di seguito cosa ci ha raccontato.


 

  (altro…)

Non m’interessano molto gli amarcord, né tantomeno le storie sull’ingratitudine dei vecchi amici diventati famosi eccetera., ma leggendo questo post dal blog Controsalotto di Vittorio Sirianni  mi sono tornati alla mente i gloriosi anni delle Tv libere, quelli artigianali, un pò dilettanteschi ma seri e pieni di novità. A ripensarci c’era di tutto. TVS era la Tv del Secolo, Primocanale invece alloggiava in un appartamento dalle parti di Via Caprera a Sturla, Telegenova al BlueMoon con Sirianni e Panchina Cabaret.

Begli anni ancora in bilico tra colore e bianco e nero.

C’era una curiosità genuina e si poteva ancora parlare di calcio e della città con semplicità.
Personaggi come Ada Lorini e i suoi servizi tra città e entroterra, Vittorio Sirianni con Panchina Cabaret, Beppe Barnao e i suoi commenti sportivi ebbero il grande merito di dare credibilità alle TV cittadine.
Ancora memorabili sono il bestemmione in diretta di Ian Peters durante una puntata di Panchina Cabaret alla domanda “Qual’è la prima cosa che hai imparato dell’italiano?”, o il servizio da Crocefieschi in occasione del passaggio di Pruzzo alla Roma.
Molto si è perso, soprattutto con l’avvio delle grandi tv commerciali ed il crescente avviarsi di quel sottile polemismo di bandiera spesso presente nelle Tv cittadine ancora in attività.

Di seguito i filmati d’archivio trovati sul web: 

O Rey di Crocefieschi alla Roma di Ada Lorini


Un Derby in diretta di Beppe Barnao

La Chiusura di TVS del 1982 

Showcase di presentazione alla Fnac di via XX Settembre dell’album La Chiave del Sole di Micol Barsanti.

Sala gremita e buona acustica per la presentazione dell’album d’esordio “La Chiave del Sole” di Micol Barsanti Etichetta Sole Luna.
La cantautrice genovese si presenta per la prima volta in veste professionale nella sua città. Abbracciata alla sua inseparabile chitarra ed in compagnia di una band essenziale ma di indubbia qualità ha presentato 5 dei 9 brani dell’album.
Il clima è disteso, a parte forse una certa stanchezza dovuta forse ai molti impegni legati al disco. La band è ben assortita, molto apprezzato il suono caldo del chitarrista ed il tiro preciso e incisivo del batterista. Peccato per l’assenza del bassista che ha costretto il tastierista a fare gli straordinari.
La voce, per chi ha già avuto l’occasione di ascoltare Micol, è sempre quella: forte e precisa, segnata forse da una certa emozione. La produzione SoleLuna è distinguibile per la semplicità d’arrangiamento e per le sonorità spesso tendenti al funky che però non snaturano le canzoni.
Molte cose sarebbero da chiedere a questa ragazza finalmente approdata ad una produzione “seria” come quella di Jovanotti, peccato che il pubblico, tra i quali forse mancava qualche giornalista interessato, si sia limitato ad un ascolto ingessato e freddino.
I brani migliori “Entra nel cuore”, primo singolo dell’album con un arrangiamento vagamente retrò, la versione elettrica di “Minnamori” e “Rido al Cielo” di chiaro stampo jovanottiano.
Micol ha dimostrato fin dal primo pezzo la sua grinta e la voglia di fare musica ed anche se di poche parole, ci è sembrata tenere decisamente bene il palco.
Al termine della presentazione si è “gettata” tra il pubblico. Foto … Dediche sui cd appena acquistati…. Baci e complimenti… 
Entusiasta ma anche un po’ stanca
  per questa nuova avventura. Ma all’inizio è sempre più dura….

Allora buon viaggio Micol e buona fortuna!!!!


Ascolta Micol Barsanti su Myspace

Guarda il video di Rido al Cielo (girato a Genova) su Zero10 Reloaded

(Il-Manzi)

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

I.Calvino

Le Città Invisibili su Wikipedia

 

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