Lazio-Genoa 1-2 

Vittoria che fa notizia per più di un motivo, per la levatura dell’avversario anche se non in un momento felicissimo, per la statistica, 50 anni senza vincere all’olimpico non sono pochi, per il fatto che il Genoa alla ripresa dopo le feste natalizie di solito perde malamente, ricordiamo la fatal Pescara dell’anno scorso tanto per citare il ricordo più fresco.
Non fa invece notizia un elemento importante e che non dovrebbe sfuggire a chi ha seguito le partite dei rossoblu in casa e fuori; salvo che in rarissime performance, l’atteggiamento degli undici che scendono in campo è sempre per mentalità offensivo e basato su un gioco che ha un canovaccio ormai consolidato, se questa volta la ciambella è venuta con il buco, lo si deve in primis a questo tipo di caratteristica accompagnata ieri  da concentrazione sempre alta, un pizzico di fortuna, ed un po’ di benevolenza arbitrale.
Che il jolly dell’Olimpico porti, oltre ai preziosissimi 3 punti, la consapevolezza che la continua ricerca del “gioco” – nonostante qualche inevitabile rovescio – è la strada maestra per obiettivi anche proiettati alle stagioni future.  
(Il Donde) 

Sampdoria-Palermo 3-0 

Il 2008 si apre con la migliore partita della stagione. Il Palermo ha poco da recriminare vista la prestazione della squadra nel suo complesso ed in particolare del Marziano di Bari e di Bellucci sempre più capocannoniere della squadra. Una Sampdoria perfetta con la giusta dose di pazzia davanti e finalmente attenta e quadrata dietro, conferma la regola del tre questa volta con spettacolo e divertimento. Se si pensa che a farne le spese c’era il Palermo la sensazione è veramente splendida.
Mazzarri l’aveva detto d’aspettare il girone di ritorno ma una prova così di carattere in pochi ci credevano.
Aspettiamo la Juve sperando che questa ventata positiva non sia solo una folata passeggera sul Bisagno.
(Ruben)

Genoa-Parma 1-0 

All’ora dell’aperitivo di un sabato pre natalizio, nell’ultima gara del 2007, oltre al Parma i rossoblu hanno sconfitto anche la paura di vincere che normalmente subentra nella gestione del vantaggio quando da molto tempo manca la vittoria. Raggiunto l’1-0 dopo alcune buone occasioni peraltro create senza strafare per evitare di esporre troppo il fianco agli attacchi emiliani, si è visto il Genoa che non ti aspetti, un po’ più “antico” nell’atteggiamento tattico – per 10/11 raccolto nella propria metà campo a chiudere gli spazi per ripartire in contropiede – e molto concentrato e determinato nell’atteggiamento mentale non solo dei difensori ma di tutti gli undici in blocco.
Passa agli archivi una gara non bella ma di spessore per l’attitudine positiva della squadra a calarsi nella parte quando è stato necessario far legna per portare a casa i 3 punti. Solo rimandata al nuovo anno e a momenti più tranquilli la ricerca costante del bel gioco spesso esibito sin qui e che deve rimanere, a nostro avviso, la via maestra da perseguire per arrivare al risultato senza perdere però per strada attenzione e concentrazione in ogni attimo della gara. Una nota in vista del mercato di gennaio: non male la prestazione dei due “vecchietti” dati sino a pochi giorni fa sicuri partenti. Parliamo ovviamente di De Rosa e Milanetto.   
(Il Donde) 

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 Roma-Sampdoria 2-0 

Il leif motiv di questo campionato per le squadre genovesi è che la fortuna scarseggia, le recriminazioni abbondano e la classifica si allunga. Anche questa volta la Samp inaspettatamente raccoglie zero dovendo almeno raccogliere uno. Una Roma con i piedi buoni ma non in una grandissima giornata raccoglie di più di quanto seminato, anche grazie ad un rigore regalato.
Un Totti al 80% basta per far la differenza, corricchia, bordeggia al limite dell’area, ma i tocchi di prima e la presenza nei momenti topici (vedi secondo gol dopo la scorribanda sulla destra di Cassetti) sono un valore aggiunto importantissimo.
Resta il rimpianto di non aver potuto schierare Cassano, peraltro ben presente nei cori della curva giallorossa. Se si perde così oltre a recriminare si potrebbe pensare che il campionato forse non sarà poi così brutto, salvo chiedere per il 2008 la buona salute di Cassano e Montella (perché davanti così siamo dei gatti di marmo) e magari arbitri decenti. Chiediamo troppo?
(Ruben)
 

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Empoli-Genoa 1-1 

E’ dura descrivere i sofferti 90′ di ieri di un povero tifoso scribacchino.
Iniziamo col dire che una banale boccata di ossigeno può avere un importanza vitale se presa in alta montagna quando l’aria è oltremodo rarefatta. Al Castellani di Empoli, nonostante la temperatura fosse effettivamente da alta montagna, l’aria risultava rarefatta solo per i rossoblu, attanagliati dalla paura e ancora scottati dal rovescio di 7 giorni prima con altra compagine toscana.
Gli undici in maglia bianca a dire il vero hanno provato a giocare con buon piglio cercando sin da subito di imporre il gioco, ma la differenza tra una squadra con la testa libera rinfrancata da alcuni buoni risultati nelle ultime partite e il Genoa sta nella voglia di fare le giocate in grado realmente di spezzare gli equilibri. Occhio la voglia e la spregiudicatezza non bastano se non si hanno le qualità di un Giovinco tanto per citare il più talentuoso visto ieri in campo.
In numeri possiamo dire: 4 azioni dell’Empoli molto lineari e semplici producono 2 pali un miracolo di Rubinho e un gol.
Tanto possesso palla del Genoa frutta un numero di occasioni pari a zero. Fine del primo tempo giocato con vento a favore dell’Empoli, dettaglio non irrilevante. Ripresa che inizia con i rossoblu che provano a rovesciarsi nella metà campo empolese e a tratti ci riescono con un buon forcing che produce qualche opportunità sciupata. Col passare dei minuti subentra lo scoramento ed è l’Empoli a sfiorare in un paio di occasioni il gol del KO. Solo grazie al dio del calcio, benevolo verso il genoa senz’altro più del direttore di gara, si arriva al pareggio quando ormai ogni idea razionale di calcio viene giustamente abbandonata per la totale mancanza di lucidità. E’ Figueroa ad avere per un attimo la testa fredda per imbeccare con tocco sapiente il buon Masiello. Corsa liberatoria sotto la curva a celebrare un punto che scaccia gli incubi per una settimana, ma non ancora i cattivi pensieri.
(Il Donde) 

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Sampdoria-Fiorentina 2-2  

Quel ragazzo non è normale ma è proprio questo il quid in più. Fondamentalmente i suoi comportamenti non fanno male a nessuno se non alle squadre avversarie, ma schierare Cassano all’Olimpico sarebbe stata una bella opportunità. La sua reazione all’ammonizione? Esagerata, come esagerate sono state le trovate di domenica che hanno nuovamente deciso la partita.
Sia il recupero sulla linea di fondo che ha favorito il primo gol di Gastaldello, sia ovviamente la palombella di testa che ha siglato il pareggio finale. Volendo essere ripetitivi anche con la Fiorentina si conferma l’importanza di Cassano per la Samp.
L’attuale classifica ne è il risultato più evidente. Da quando questo giocatore ha cominciato a giocare la squadra ha cambiato fisionomia e peso sul campo. Addirittura rischiando di vincere, perché se qualcuno deve recriminare questa volta è proprio la Sampdoria. La Fiorentina ci ha messo l’esperienza e rincalzi di livello come Lupatelli.
Solo neanche un mese fa l’orizzonte appariva veramente fosco, ora Mazzarri si appresta a passare un Natale tranquillo, indipendentemente dal risultato di Roma.

(Ruben)  

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Genoa-Siena 1-3  

Povero Lucio, il suo ritorno al gol, dopo le peripezie vissute negli ultimi anni, non poteva avere cornice peggiore. E bene ha fatto comunque l’argentino, dopo la rete, ad alzare gli occhi per ringraziare qualcuno lassù perché questo gol, in una giornata tanto balorda, ha un valore che solo lui sa quanto grande.
Del resto della partita non saprei proprio che dire, troppo brutto questo Genoa per essere vero; di fronte ad una tale “sberla” a molti tifosi saranno tornati agli occhi gli spettri di quel Genoa-Siena del Giugno 2003 che sancì la retrocessione in C del Grifone – poi evitata per il tutto italiano “caso Catania”: stesso risultato, stesso non gioco, stessa inconsistenza di fronte ad avversari che divengono imprendibili.
Guai però se la peggior prestazione, e unica nel suo genere, dell’era Gasperini, si trasformasse da incubo in sogno ricorrente con repliche durante le prossime giornate. Obbligatorio girar pagina e se è facile supportare i progetti quando si vedono comunque dei progressi, è doveroso, se ci si crede, tener duro e cercare i possibili rimedi di fronte a clamorosi passaggi a vuoto.  
 
(Il Donde)

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Udinese-Sampdoria 3-2  

La miglior Sampdoria da trasferta rimedia come al solito una sconfitta. Si tratta però di una domenica ben diversa dalle altre, una Samp gagliarda fino all’uscita di Cassano ha tenuto benissimo di fronte alla squadra più in forma del campionato, rischiando di vincere con merito, per poi capitolare sotto la prima doppietta del “purtroppo” ex Quagliarella. E’ facile immaginare cosa possa passare per la testa a Marotta e Garrone nel vedere il centravanti perso per poche migliaia di euro castigarli due volte senza manco esultare (bel gesto ma che male!): un attacco Quagliarella Cassano sembra ora fantascienza, ma la società non può che mangiarsi le mani..se non fossimo stati così corti di portafoglio !!
Una gara a due facce è andata a finir male, occorre a questo punto concentrarsi sulla tenuta fisica di Cassano. Magie, rigori procurati e personalità sono cose troppo preziose per durare solo 2/3 del match. La caduta della squadra dopo la sua uscita é il segno evidente dell’importanza non solo tecnica ma soprattutto psicologica di Antonio..non è un caso che se ne sia accorto anche il Real Madrid.
 
(Ruben)
 

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Torino-Genoa 1-1 

La prudenza, figlia dei pochi punti messi in cascina durante le ultime giornate, suggerisce a Gasperini di lasciar fuori il Leon poco ispirato delle ultime due giornate.
Prima metà della gara ordinata senza troppe concessioni agli avversari ma anche senza particolari acuti.
Ad inizio ripresa la più bella azione della partita permette ai rossoblu di passare in vantaggio. Ancora una volta è disarmante la facilità con cui gli avversari si rimettono in careggiata pochi minuti dopo. Non è colpa del caso o del destino cinico e baro se un “illuminante” assist da fallo laterale pesca nel cuore dell’area di rigore l’appena entrato Ventola che riesce, seppur con goffe movenze, a creare il panico nella retroguardia genovese propiziando così il pareggio di Lanna.
Il Genoa nella ripresa risulta più incisivo davanti, grazie ad una maggior precisione ed anche agli innesti di Leon e Sculli. La squadra gioca, crea occasioni, talvolta rischia, e merita comunque alla fine i consueti elogi con la nota positiva che questa volta almeno un punto rimane nella sacca.
Le prossime tre gare, oltre a determinare un Natale più o meno felice per i tifosi, saranno decisive per dare un orientamento alla società durante il mercato di gennaio.
(Il Donde)
 

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Sampdoria-Reggina 3-0  

La Samp del 3 a 0 più Cassano. Questa la sintesi della partita di ieri e dell’attuale situazione dei blucerchiati. Come era prevedibile la partita con la Reggina conferma la sindrome sampdoriana, quello stato schizofrenico di cui si parlava la settimana scorsa: dopo sconfitte assurde, vittorie sonanti mai al di sotto del 3. Anche stavolta non ci siamo certo trovati di fronte un avversario temibile, la Reggina non è quasi entrata in campo, ma un Cassano al 40% (così come ha dichiarato) ha già fatto sentire la differenza.
Ora da qui a Natale vedremo di che pasta è fatta la squadra, se effettivamente si dovrà giocare un campionato con lo spauracchio di dover lottare sul fondo della classifica, oppure se si può sperare in qualcosa di meglio.  Sotto questo punto di vista si spera vivamente che il Fenomeno di BariVecchia non si attardi come domenica a litigare ma che continui ad incidere come si è intravisto ieri.
Le grandi aspettano al varco, se non c’é convinzione sono schiaffi come col Milan.
(Ruben) 

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Genoa – Roma 0-1 

C’ è di buono che la partita di sabato è stata l’ultima giocata dal Genoa a novembre, notoriamente “mese nero” per il suo mister. Dire che il rammarico è grande per un punto prestigioso che va in fumo al novantesimo minuto è un dovere, dire che non è il caso di fare drammi lo è altrettanto per le cose buone viste nelle ultime 5/6 partite.
Della partita giocata alla pari contro la Roma mi soffermerei solo sull’episodio decisivo del gol.
Si è parlato molto dei gol di testa subiti dal Genoa sulle famose palle inattive. Non mi convince più l’idea della disattenzione, non sarebbe generoso nei confronti di una squadra che fa del rigore tattico e dell’applicazione il suo pane quotidiano.
Azzardiamo invece un’analisi più approfondita: per buttare la palla dentro quando viene scodellata dalle fasce da piedi più o meno sapienti sono fondamentali due caratteristiche, la prima sta nella capacità dell’attaccante di scegliere il tempo giusto per inzuccare; poche storie è un dono di natura, o ce l’hai (Pruzzo, Shurahvy, Bettega, Santillana per fare un po’ di storia) o non ce l’hai (Milito e molti altr),  l’altra caratteristica, sempre più importante in un calcio così atletico, è la capacità di conquistare la posizione nei corpo a corpo che si scatenano in area durante la rincorsa che precede il cross.
Si tratta di schemi tipo basket dove diventa fondamentale il blocco  che permette di liberare l’ uomo davanti al portiere –  e qui ci vogliono chili, muscoli, astuzia che giocatori di alto livello navigati e con anni di serie A sulle spalle mettono sul piatto.
Credo sia questo lo scotto che ha pagato la squadra rossoblu in più di una situazione nelle ultime partite.
Il lavoro in settimana servirà a poco a poco anche a sopperire o migliorare queste lacune, è pertanto d’obbligo guardare avanti.
(Il Donde)  

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Livorno – Sampdoria 3-1 

La Samp non si smentisce, ormai ci ha abituato a queste retromarcie. Persino Marotta scende dal suo piedistallo d’ottimismo e chiama a rapporto Mazzarri. Sembra quasi che questa squadra abbia qualche tara schizofrenica perché non si è mai vista una serie così continua di risultati alternanti.
Le spiegazioni possono essere tante, prima fra tutte la pochezza di alcuni giocatori chiamati a sostituire le assenze blasonate, da non dimenticare poi l’assoluta mancanza di concentrazione (la Samp domenica sembrava a tratti la squadra di amici del giovedì sera).  
Il Livorno non ha fatto niente di esaltante, trovandosi dopo circa dieci minuti con due gol regalati ed un’avversaria suonata dagli schiaffi ricevuti. Peccato perché basterebbe la  convinzione espressa fin qui dal solo Bellucci per ottenere risultati dignitosi, quantomeno coerenti.
I tifosi blucerchiati giustamente si sentono presi per il culo e c’è anche chi si augura la dipartita di Mazzarri. Quel che è certo è che in questo primo scorcio di campionato la Samp non ha dato buona mostra di sé, come un adolescente sfigato ha sciorinato le sue magagne in maniera a tratti drammatica.
L’impressione é che questi giocatori non abbiamo un così grande attaccamento alla maglia e che lo spogliatoio sia terra di nessuno.
La tirata d’orecchie di Bogliasco è durata meno di un mese.
(Ruben)  

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Reggina – Genoa 2-0 

Quarta sconfitta in campionato per il Genoa, dopo Milan, Juventus e Inter, è normale che questa di Reggio bruci di più.
E’ bene ricordare, per esorcizzare i cattivi pensieri, che i tre punti lasciati per strada ieri sono figli di alcuni gol mancati e di un gol regalato al pur bravo Amoruso.
Il consueto piglio autoritario dei rossoblu, magari non brillante come in altre occasioni, ma sempre volto a comandare il gioco non è mancato neppure ieri, ma ancora una volta la punizione arriva per la distrazione dei singoli.
Nota positiva della giornata: Figueroa in campo dal primo minuto. Un’ora buona di partita, buone giocate, un paio di occasioni non capitalizzate. Un “puntero” più avanti nella condizione avrebbe incornato meglio nell’occasione dei 2 colpi di testa del primo tempo, ma sappiamo che sapersi procurare le occasioni e eventualmente sbagliarle è la premessa necessaria verso il ritorno al gol.

La strada non facile che punta al recupero dell’argentino a nostro avviso ben simboleggia quello che definiremmo “Laboratorio Genoa”, progetto ambizioso con buone premesse che deve fare di volta in volta i conti con gli inconvenienti del noviziato.
Questo è bene che non si perda mai di vista per continuare a crescere.
(Il Donde)   

Sampdoria – Empoli 3-0 

Il Secolo di domenica titolava la vittoria della Sampdoria “Le Legge del Tre”. Per quanto queste vittorie sonanti facciamo molto piacere è bene sottolineare che se proprio vogliamo trovare una “motto” per la compagine blucerchiata sarebbe meglio rispolverare il vecchio “Primo non prenderle”.
Fortunatamente Mazzarri, che ha sale in zucca, sembra aver capito l’antifona, ed il cambiamento del modulo a tre punte con un più prudente 3-5-2 ha dato i suoi frutti.
L’Empoli non si presenta al Ferraris in buona giornata ma qualche occasione la trova. Il Doria tuttavia è ben quadrata dietro e a centrocampo, trovando la vittoria per merito soprattutto.

La Samp sopra i cugini rossoblù è sempre un bel vedere, resta tuttavia la sensazione che assisteremo ad un campionato ballerino dove le due genovesi si rincorreranno a vicenda fino alla fine. Ne deriva una sempre più intensa necessità di consolidare l’attuale equilibrio tecnico-tattico ma soprattutto mentale.

La partita di ieri al di là delle giornate di grazie di alcuni (su tutti Castellazzi) ha confermato di aver trovato in Mazzarri la persona giusta.
(Ruben)