C’era quel film alla Tv e l’idiota sul giradischi.
L’iguana non passa di qui, e poi la Gaiazza è in culo ai lupi.
Forse avrei dovuto suonare la batteria piuttosto che avere questa roba in gola, la voce di Amleto. Forse avrei…non sò, quali altre cose.

Ma in un attimo ho imparato quanto spazio ci vuole sotto le scarpe per toglierti il respiro.

Lo spazio della sedia.

Link da Zero10 Reloaded

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Uomini
Cortometraggio prodotto dalla BKP per Torino Capitale mondiale del Libro con Roma 2006-2007
Con: Alessandro Bandini, Lorenzo Coacci
Regia: Angelo Stramaglia – Erika Baruffaldi
Sceneggiatura: Erika Baruffaldi
Musica: Bruno Coli
Audio: Stefano Agnini
Aiuto regia: Loredana Caldarola
Fotografia e montaggio: Angelo Stramaglia
Assistenti alla regia: Riccardo Menicatti, Massimo Lechi

diGuidolavespa 

Anni fa davanti al Corbusier verso l’una di notte mi sono preso la classica “bulaccata” d’acqua da parte di qualcuno del palazzo di fronte.
Fra tutti saremo stati una cinquantina, io ne venivo da suonare e andavo a farmi una birretta. 

Sciaff !  

Mi giro e stavano passando due poliziotti, gli chiedo: 

”Ma vi sembra normale?” 

e loro:
  ”Perchè, ti sembra normale il casino che state facendo?”

 

(altro…)


Anima Loci – Cortometraggio
produzione BKP Milano – con Christian Zecca – regia Angelo Stramaglia Erika Baruffaldi – soggetto e sceneggiatura Erika Baruffaldi – musiche Bruno Coli – fotografia e montaggio Angelo Stramaglia – audio Stefano Agnini – aiuto regia Loredana Caldarola – assistenti alla regia Massimo Lechi Riccardo Menicatti operatore Angelo Stramaglia

Piazza Sarzano 30r 

Dopo le gesta del prode “caffé” Giano  che ha chiuso i battenti all’inizio dell’estate, un nuovo punto di ritrovo si è affacciato al suo posto in Piazza Sarzano.
Il Metropolitan Café ha per il momento il merito di aver dato alla piazza un tocco più dinamico, metropolitano appunto.

L’impressione infatti è quella di un locale con un forte accento mondano in una zona che, con il Museo di Sant’Agostino e la Facoltà di Architettura, da tempo si candida ad essere uno dei punti più interessanti della città vecchia.

 

Qualcuno obietterà che vista la nostra preferenza per le cose semplici, non potremmo che procedere alla bocciatura dei tavolini post-moderni, del motivo rosso-nero delle pareti, del logo chic del locale.       

Sbagliato.

Perché pur avendo una lievissima allergia al design commerciale (che solitamente spaccia come comodissima una sedia che ti spacca la schiena dopo un quarto d’ora), sappiamo benissimo che la buona riuscita della pausa pranzo dipende dalla soddisfazione di pancia e portafoglio.  
Se poi a tutto questo si aggiunge una certa cortesia che si spera duri nel lungo periodo e non solo nella fase di lancio, il pranzo diventa un luogo amichevole.

 

Il tempo di un panino e via ma ne è valsa la pena.
Il pane è buono e le guarnizioni sono semplici ma ben accostate, tanto che anche una cotoletta diventa commestibile agli umani. Servizio celere e discreto. Il locale si candida ad una ulteriore prova sui piatti caldi. Rapporto qualità-prezzo positivo.  

Unico neo, cappuccio + brioche a 2 euro sembra un po’ eccessivo.
 
Da provare con continuità per testare la tenuta sul lungo. 


Voto 6 ½ migliorabile

Foto di Serena (Bateau Ivre Flickr)