Empoli-Genoa 1-1 

E’ dura descrivere i sofferti 90′ di ieri di un povero tifoso scribacchino.
Iniziamo col dire che una banale boccata di ossigeno può avere un importanza vitale se presa in alta montagna quando l’aria è oltremodo rarefatta. Al Castellani di Empoli, nonostante la temperatura fosse effettivamente da alta montagna, l’aria risultava rarefatta solo per i rossoblu, attanagliati dalla paura e ancora scottati dal rovescio di 7 giorni prima con altra compagine toscana.
Gli undici in maglia bianca a dire il vero hanno provato a giocare con buon piglio cercando sin da subito di imporre il gioco, ma la differenza tra una squadra con la testa libera rinfrancata da alcuni buoni risultati nelle ultime partite e il Genoa sta nella voglia di fare le giocate in grado realmente di spezzare gli equilibri. Occhio la voglia e la spregiudicatezza non bastano se non si hanno le qualità di un Giovinco tanto per citare il più talentuoso visto ieri in campo.
In numeri possiamo dire: 4 azioni dell’Empoli molto lineari e semplici producono 2 pali un miracolo di Rubinho e un gol.
Tanto possesso palla del Genoa frutta un numero di occasioni pari a zero. Fine del primo tempo giocato con vento a favore dell’Empoli, dettaglio non irrilevante. Ripresa che inizia con i rossoblu che provano a rovesciarsi nella metà campo empolese e a tratti ci riescono con un buon forcing che produce qualche opportunità sciupata. Col passare dei minuti subentra lo scoramento ed è l’Empoli a sfiorare in un paio di occasioni il gol del KO. Solo grazie al dio del calcio, benevolo verso il genoa senz’altro più del direttore di gara, si arriva al pareggio quando ormai ogni idea razionale di calcio viene giustamente abbandonata per la totale mancanza di lucidità. E’ Figueroa ad avere per un attimo la testa fredda per imbeccare con tocco sapiente il buon Masiello. Corsa liberatoria sotto la curva a celebrare un punto che scaccia gli incubi per una settimana, ma non ancora i cattivi pensieri.
(Il Donde) 

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Sampdoria-Fiorentina 2-2  

Quel ragazzo non è normale ma è proprio questo il quid in più. Fondamentalmente i suoi comportamenti non fanno male a nessuno se non alle squadre avversarie, ma schierare Cassano all’Olimpico sarebbe stata una bella opportunità. La sua reazione all’ammonizione? Esagerata, come esagerate sono state le trovate di domenica che hanno nuovamente deciso la partita.
Sia il recupero sulla linea di fondo che ha favorito il primo gol di Gastaldello, sia ovviamente la palombella di testa che ha siglato il pareggio finale. Volendo essere ripetitivi anche con la Fiorentina si conferma l’importanza di Cassano per la Samp.
L’attuale classifica ne è il risultato più evidente. Da quando questo giocatore ha cominciato a giocare la squadra ha cambiato fisionomia e peso sul campo. Addirittura rischiando di vincere, perché se qualcuno deve recriminare questa volta è proprio la Sampdoria. La Fiorentina ci ha messo l’esperienza e rincalzi di livello come Lupatelli.
Solo neanche un mese fa l’orizzonte appariva veramente fosco, ora Mazzarri si appresta a passare un Natale tranquillo, indipendentemente dal risultato di Roma.

(Ruben)  

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