Un centro di lusso ed una periferia in buona parte vivibile, questo in estrema sintesi sembra essere la città del futuro a cui aspirano le autorità cittadine. Una buona infrastruttura per permettere una buona mobilità in una città alquanto difficoltosa e poi spazi turistici dal Porto Antico (dove yatch sempre più grandi attraccano sulle sponde dei Magazzini del Cotone) al Bentley cinque stelle.
Ma se anche il degrado diventa occasione per promuovere ulteriormente il lusso, il sospetto che con queste scelte si voglia “vendere” alcune parti della città al miglior offerente in cambio oltre che ad un risparmio di spesa anche di una certa partecipazione agli utili, è abbastanza verosimile.

Non siamo contrari al metodo “dell’affitto ai privati” per il recupero delle aree degradate, siamo però contrari al fatto che spesso queste iniziative sono essenzialmente commerciali magari d’elite.
Un esempio Scalinata Borghese, un tempo destinata ad essere sede dell’Accademia di Belle arti, poi diventata sede di un’Asl, ora casa provvisoria di sbandati senza tetto, tra un po’ ristorante chic per pochi eletti, destinato a completare il lato gastronomico del turismo lussuoso che si stà costruendo intorno al centro cittadino.

Si continua quindi a costruire per i ricchi – che in questa città si sa sono ben nascosti – ma almeno una volta si sarebbe voluto vedere un’area come Scalinata Borghese destinata a qualcosa di più popolare:un asilo nido, una biblioteca, un centro culturale.E chiedere troppo per una città già capitale della cultura?

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