Genoa – Roma 0-1 

C’ è di buono che la partita di sabato è stata l’ultima giocata dal Genoa a novembre, notoriamente “mese nero” per il suo mister. Dire che il rammarico è grande per un punto prestigioso che va in fumo al novantesimo minuto è un dovere, dire che non è il caso di fare drammi lo è altrettanto per le cose buone viste nelle ultime 5/6 partite.
Della partita giocata alla pari contro la Roma mi soffermerei solo sull’episodio decisivo del gol.
Si è parlato molto dei gol di testa subiti dal Genoa sulle famose palle inattive. Non mi convince più l’idea della disattenzione, non sarebbe generoso nei confronti di una squadra che fa del rigore tattico e dell’applicazione il suo pane quotidiano.
Azzardiamo invece un’analisi più approfondita: per buttare la palla dentro quando viene scodellata dalle fasce da piedi più o meno sapienti sono fondamentali due caratteristiche, la prima sta nella capacità dell’attaccante di scegliere il tempo giusto per inzuccare; poche storie è un dono di natura, o ce l’hai (Pruzzo, Shurahvy, Bettega, Santillana per fare un po’ di storia) o non ce l’hai (Milito e molti altr),  l’altra caratteristica, sempre più importante in un calcio così atletico, è la capacità di conquistare la posizione nei corpo a corpo che si scatenano in area durante la rincorsa che precede il cross.
Si tratta di schemi tipo basket dove diventa fondamentale il blocco  che permette di liberare l’ uomo davanti al portiere –  e qui ci vogliono chili, muscoli, astuzia che giocatori di alto livello navigati e con anni di serie A sulle spalle mettono sul piatto.
Credo sia questo lo scotto che ha pagato la squadra rossoblu in più di una situazione nelle ultime partite.
Il lavoro in settimana servirà a poco a poco anche a sopperire o migliorare queste lacune, è pertanto d’obbligo guardare avanti.
(Il Donde)  

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Livorno – Sampdoria 3-1 

La Samp non si smentisce, ormai ci ha abituato a queste retromarcie. Persino Marotta scende dal suo piedistallo d’ottimismo e chiama a rapporto Mazzarri. Sembra quasi che questa squadra abbia qualche tara schizofrenica perché non si è mai vista una serie così continua di risultati alternanti.
Le spiegazioni possono essere tante, prima fra tutte la pochezza di alcuni giocatori chiamati a sostituire le assenze blasonate, da non dimenticare poi l’assoluta mancanza di concentrazione (la Samp domenica sembrava a tratti la squadra di amici del giovedì sera).  
Il Livorno non ha fatto niente di esaltante, trovandosi dopo circa dieci minuti con due gol regalati ed un’avversaria suonata dagli schiaffi ricevuti. Peccato perché basterebbe la  convinzione espressa fin qui dal solo Bellucci per ottenere risultati dignitosi, quantomeno coerenti.
I tifosi blucerchiati giustamente si sentono presi per il culo e c’è anche chi si augura la dipartita di Mazzarri. Quel che è certo è che in questo primo scorcio di campionato la Samp non ha dato buona mostra di sé, come un adolescente sfigato ha sciorinato le sue magagne in maniera a tratti drammatica.
L’impressione é che questi giocatori non abbiamo un così grande attaccamento alla maglia e che lo spogliatoio sia terra di nessuno.
La tirata d’orecchie di Bogliasco è durata meno di un mese.
(Ruben)  

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