Ormai è confermato, sabato 17, contrari o meno, la manifestazione di protesta contro il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sul G8, si terrà regolarmente. Chi si aspettava però un’adesione unanime da tutte le sinistre (perché il plurale è d’obbligo) non può che rimanere deluso.

Il fronte infatti si scompone su una questione prettamente politica, ben sintetizzata dall’Assessore Margini (PD):


“Il corteo ha due obiettivi diversi. Sul primo, la Commissione d’inchiesta, sono solidale con chi manifesta, perché la verità deve essere ristabilita. Sull’altro, la protesta per i 225 anni di carcere chiesti dalla procura al processo contro i 25 manifestanti, prima di dare giudizi voglio capire come va a finire. Chi ha commesso reati, siano stati manifestanti o forze di polizia, va punito. Non sono per una giustizia a senso alternato”.

Il Sindaco, da parte sua, ritiene di dover fare il Sindaco e basta, quindi rimane a Tursi.
Chi sta più a sinistra pende per la partecipazione, alcuni da liberi cittadini altri no. 

E’ curioso notare che dopo sei anni dal G8 ci si debba ancora dividere.
Se ci si sofferma sulle ragioni ideologiche che spingono la sinistra più radicale a manifestare, la questione poi comincia a stonare: esiste un rispetto di fondo per la magistratura nel nostro paese?

A giudicare dagli atteggiamenti di molti esponenti che parteciperanno al corteo non sembra proprio.
Non si vuole con questo contestare chi critica le scelte dei giudici, soprattutto per la ragione che i 45 delle forze dell’ordine sotto accusa godranno probabilmente della prescrizione, ma non si possono ignorare le motivazioni di fondo dei giudici genovesi al processo G8:

“Chiedo a voi tutti – ha detto Canciani – una volta accertata la responsabilità delle persone, di avere il coraggio di chiamare le cose che abbiamo visto con il loro nome, devastazione e saccheggio, come avremo il coraggio di chiamare massacro quello che è avvenuto alla scuola Diaz”.

Il ragionamento non è nuovo ma viene spesso dimenticato: la magistratura dovrebbe esprimersi con sincerità di giudizio anziché pregiudizio politico.
Da questo punto di vista, considerando che i giudici sono anche appartenenti a Magistratura Democratica, corrente di sinistra delle toghe, non si può certo dire che non abbiamo fatto il loro lavoro.
Coloro che a sinistra in altri frangenti si battono per l’autonomia della magistratura non dovrebbero in questo caso comportarsi da parte lesa.

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