Sulla necessità di avere un sindaco normale

Il verbo è esternare, lo sport è quello della politica annunciata e filtrata dai media.
Anche noi non ci siamo sottratti, d’altronde Silvio ha fatto scuola anche sulla sponda sinistra genovese.
La Sindaco Vincenzi è una pioniera del genere, fin dai tempi in cui era Presidente della Provincia la sua voglia di affermare sé stessa ed il suo ente, già all’epoca giudicato inutile, non poteva che tradursi in una certa sovraesposizione.
Non a caso la SuperMarta è nata proprio in quel periodo.
 

Erano altri tempi però, quando esisteva una certa necessità di identificare la politica con “la persona” ma non c’era il rigetto antipolitico di oggi, lo stesso che ad ogni mossa fuori dalle righe accende gli animi dei cittadini schifati.
Dovrebbe tenerlo presente la Sindaco, forse la sua verve popolare dovrebbe essere filtrata da quella specie di riservatezza anglo-genovese tipica del suo predecessore.
Non farebbe male ogni tanto essere un po’ noiosi, appassionati ma noiosi. Limitarsi a discutere concretamente, magari senza troppi voli, delle cose da fare. Lo share diminuirebbe sul breve ma alla lunga si uscirebbe fuori alla grande.
Sarebbe l’unico accenno di continuità col Sindaco Pericu d’altronde.
 

La città ha sicuramente bisogno di grandi progetti (anche se di questi tempi la carne al fuoco sembra obiettivamente troppa), i cittadini però hanno bisogno di risposte nel breve, e soprattutto, in molti sentono la necessità di risposte semplici senza orpelli, senza equivoci o manovrine poco chiare.
Niente di male se la Vincenzi riesce a presentarsi ovunque ci sia un problema – non ultimo l’incendio del Palazzetto a Prà – vorremmo però che questi blitz multimediali con tanto di codazzo di giornali e telecamere al seguito, venissero lasciati agli spettacoli del sabato sera.
Non abbiamo bisogno di supereroi per rassicurare i cittadini, la prossima volta Signora Vincenzi prima di lanciarsi, temporeggi, prenda il telefono, questa sì che sarebbe una cosa popolare.

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