E’ già molto tempo che penso a quanto sia distante la politica “teorica” di Roma dalle trincee cittadine dei Sindaci.
Le varie alleanze destra-sinistra che si stanno via via avviando sul tema della sicurezza ne sono un ulteriore esempio. Il Governo presenta domani il pacchetto sulla sicurezza ma l’impressione è che senza l’intervento dei Sindaci l’affare sarebbe stato affrontato ben diversamente.

I motivi sono molti, su tutti il fatto che la vita quotidiana di molti quartieri (Sampierdarena in primis) è arrivata al limite ed un ulteriore ritardo potrebbe determinare grossi guai oltreché il tracollo dei consensi.

Si tratta di accordi inediti, come ad esempio quello tra Cofferati e AN a Bologna, ma non si vede alternativa; chi grida allo scandalo non ha ben presente l’immobilismo dovuto alla politica delle coalizioni.
Le giunte di centro-sinistra, Genova compresa, appaiono divise, senza uno straccio di intesa. La sinistra radicale tiene duro, convinta della necessità di colpire le cause ma non i protagonisti. 
La realtà invece parla diversamente, richiede una visibilità quotidiana delle decisioni, un intervento quantomai concreto. Non sembra quindi così sorprendente che alcuni amministratori decidano di trovare appoggi altrove, si tratta o no di emergenze?

Il tema della sicurezza quindi può scardinare i precari equilibri a sinistra, come al solito senza alcuna strategia comune.

Ma non è che a forza di stare in trincea i sindaci inconsapevolmente stanno già affossando questi ipotetici partiti unici?

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