Genoa – Udinese 3-2 

Vittoria importante e convincente.
Iniziamo dall’avversario visto ieri sera: dove finiscono i meriti di una squadra e cominciano i demeriti dell’altra?
Questo dilemma ovviamente non ha risposta.
Diciamo solo che l’Udinese in questo avvio di campionato, a parte la partita col Napoli, non ha fatto solo la comparsa. E questo conta.
Per raccontare il Genoa ci soffermiamo su una caratteristica che ricorre quando gli schemi di Gasperini funzionano: risulta molto difficile individuare uno o due protagonisti che possano rubare la scena alla grande importanza che riveste il collettivo.
Attenzione non diciamo che in questa squadra manchino individualità di buona caratura tecnica, l’ honduregno Leon, la rivelazione Danilo, lo strepitoso Borriello, “un vanto per la sua razza” citando Woody Allen, ma i gesti tecnici di questi signori sembrano agevolati, favoriti quasi ispirati dalla coralità del gruppo. Per carità non scopriamo niente di nuovo, questo è il calcio, però fa sempre piacere ricordarlo.
Così come merita di essere ricordato Rubinho, è la seconda volta consecutiva che non riesce a terminare la partita per colpe non sue, ma sfortuna a parte, è ormai da considerare per tecnica e personalità un elemento fondamentale per la squadra.

Intanto, passati poco più di cento giorni da un Genoa-Napoli di strepitosa serie B, si ripropone domenica un Napoli-Genoa, numeri alla mano, più che dignitoso per la Serie A. 
(Il Donde)

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Inter – Sampdoria  3-0 

Fonti vicine all’entourage nerazzurro confermerebbero che Ibrahimovic sia stato definitivamente nominato santino ufficiale per la semplicità miracolosa con cui risolve le magagne del “principe” Mancini.
Forse è proprio vero che è tramontata l’era in cui anche una piccola poteva tentare il colpaccio fuori casa con una grande, infatti mai come in questo caso la legge del più ricco trova riscontro sul campo: basta comprarsi Ibra.
Lo stesso Mancini si limita a schierare una formazione da compitino senza grosse sorprese, tutto il resto lo fa lo svedese.
Della partita quindi poco da dire, una Sampdoria decisa a raccogliere almeno un punticino rimedia tre sberloni perentori che lasciano poco spazio alle attenuanti.
Nonostante l’avvio disinvolto alla prima distrazione l’Inter non perdona. Incassato il primo gol la Samp si sfalda e non c’è più partita.

A conti fatti la prossima settimana è ancor più decisiva per le sorti della Samp. Le vittorie con Atalanta e Aalborg potrebbero ridipingere d’ottimismo il futuro sampdoriano, in caso contrario è nebbia totale.
Unica nota positiva, già intravista nel derby, un Cassano volenteroso, smanioso di far bene e, si spera, con la testa per giocare finalmente.
Il futuro del Doria sembra proprio dipendere da questa speranza. 
(Ruben)

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