Iniziamo con oggi una si spera proficua collaborazione con Andrea Casalino curatore del blog PegliMobile, esperto ed appassionato di mobilità e trasporti urbani con particolare attenzione alla nostra città.
Il pretesto di questa collaborazione è la presentazione lo scorso 22 settembre del nuovo Piano Urbano delle Mobilità (denominato PUM) con il quale vengono delineate le prospettive e linee dello sviluppo dei trasporti cittadini nel medio-lungo termine.
Il PUM è un documento abbastanza ampio, pertanto si è deciso di trattare separatamente le novità più importanti.
Il primo intervento di oggi riguarda la prima idea forte del progetto:
la reintroduzione e lo sviluppo del tram.
  

IL PUM IN PILLOLE:  IL TRAM A GENOVA 
Di Andrea Casalino

Uno degli aspetti positivi del nuovo Piano Urbano della Mobilità (il famoso PUM) è il deciso slancio per la reintroduzione del tram a Genova. 
Il Piano infatti prevede la costituzione di una rete tranviaria che, a partire dalla Val Bisagno (Prato), dovrebbe toccare la Foce, attraversare il centro cittadino seguendo l’itinerario delle gallerie (De Ferrari – Corvetto – Portello – Zecca – Balbi – Principe) e proseguire per Di Negro, Terminal Traghetti, Matitone, Sampierdarena, Fiumara, ecc.

Il sistema di “forza” del trasporto pubblico viene quindi classificato in due tipi di servizi: veloci, indicati per le distanze medio – lunghe e basati su servizi di ferrovia urbana e metropolitana; capillari, maggiormente indicati per le distanza brevi, basati sui bus e sul servizio tranviario.


Ma cosa significa reintrodurre il tram? Le risposte sono molte. 
Occasione di riqualificazione urbanistica e commerciale delle strade attraversate, un servizio puntuale con le frequenze garantite, elevato comfort di viaggio (interni spaziosi senza il fastidioso “effetto trincea” proprio dei bus, pianali ribassati a livello marciapiede, forte riduzione degli “scossoni” durante la marcia). Ma non solo.


Il tram ha il vantaggio, rispetto ai bus e ai filobus, di occupare assai meno spazio sulla carreggiata (non ha quindi bisogno di “corsie gialle” ampie come quelle attuali).
Sotto il profilo economico, invece, consente l’abbassamento dei costi di servizio: un tram porta più passeggeri senza dover aumentare il personale. Si ha quindi una riduzione del costo della mano d’opera.
Ma, attenzione, il vantaggio non è solo per l’utenza e per l’azienda, ma anche per il personale, infatti la guida di un tram che viaggia in sede propria e separata dal traffico consente turni di lavoro assai meno stressanti delle condizioni attuali.

Chi ha vissuto l’epoca dei tram genovesi (e che, forse, non hanno avuto modo di vedere in funzione quelli moderni) opporrà forse la rumorosità. Ebbene, anche questo problema è stato risolto grazie alla posa dei binari su sistemi elastici, oggi di norma ed obbligatori, che riducono fortemente le vibrazioni.  

Dal sito Peglimobile, attraverso i link contenuti, è possibile prendere visione delle esperienze di diverse città europee ( p.e. Nizza e Montpellier) a cui questo PUM si ispira. 

Andrea Casalino

Le foto riportate sono tratte dal sito Mondo Tram – Un Tram per Genova di Fiorenzo Pampolini

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