Della chiusura del Ferraris ai tifosi milanisti si legge molto oggi sui giornali. Dire che si è trattato di una decisione di buon senso può anche starci, ma chi scrive che si tratta di una sconfitta ha ugualmente ragione.
Non si tratta però di una sconfitta del calcio, queste dichiarazioni lasciamole a Matarrese, non si tratta neanche di un torto ai tifosi milanisti, né alla figura di Spagnolo.
La sconfitta stà tutta nelle due date: 29 gennaio 1995 – 26 agosto 2007, nel mezzo niente.  


I governi di questo periodo non hanno considerato l’esigenza di risolvere la questione sicurezza. Ereditiamo quindi una situazione degradata dovuta all’inazione delle amministrazioni, né tantomeno ci si può aspettare qualcosa di più dalle società.
Il mondo del calcio, quello che sta intorno alla partita, quello serio che spesso assomiglia all’ordine pubblico, è paralizzato da anni. La decisione del Prefetto quindi era l’unica possibile.
Forse dopo aver messo a norma gli stadi occorrerà decidere di mettere a norma la sicurezza all’esterno degli stessi.

Come scrive Roberto Beccantini sulla Stampa di oggi “Possibile che in un lasso di tempo così ragguardevole (12 anni) lo stato italiano non sia stato in grado di garantire l’incolumità dei suoi cittadini? O che, per assicurarla, debba ancora procedere per sottrazione?”

A ripensarci non è incompetenza o mancanza di risorse è solo indifferenza…in fondo il calcio è soprattutto televisivo.

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