L’articolo di Marco Menduni pubblicato sul Secolo  il 7 luglio scorso riguardante la probabile presenza di due polizie a Genova durante il G8, conferma  quanto c’è ancora di oscuro negli avvenimenti di quei giorni:

Le “due polizie” alla resa dei conti.
Nelle prossime udienze del processo per il blitz nella scuola Diaz alcuni dirigenti e agenti sono pronti a rendere “dichiarazioni spontanee” […].
Due polizie hanno agito a Genova nei giorni del G8. Due gruppi di potere contrapposti si sono scontrati sulle strade e nel drammatico epilogo alla Diaz. Un’ala dialogante. E un nucleo di falchi, di duri, tardi epigoni di una polizia che sta scomparendo ma che negli scorsi decenni non ha lesinato l’utilizzo di metodi disinvolti nell’affrontare le emergenze.
Ma la storia di quei due giorni va rivista, ancora una volta dall’inizio.
Dall’accordo raggiunto tra l’ala non violenta (pur radicale) della contestazione e la polizia stessa. La mediazione fu condotta da un funzionario genovese e da Lorenzo Murgolo, dirigente della questura di Bologna e da sempre considerato “punto di riferimento” dell’area noglobal. I patti erano chiari. E oggi una fonte è in grado di confermarli al Secolo XIX: «Quando Casarini fece la famosa dichiarazione di guerra, annunciando “violeremo la zona rossa”, sapeva quel che diceva».

Ipotizzando così un accordo tra il leader delle Tute Bianche ed una parte della polizia per una violazione simbolica della zona rossa,e  la conseguente affermazione del ruolo di Casarini all’interno dell’organizzazione noglobal minacciata dall’alleanza interna tra il Sud Ribelle e i famigerati blackbloc.

Abbiamo già avuto occasione di dire che parlare del G8 è come camminare in un campo minato, non possiamo però esimerci dal considerare che in quei giorni sotto le nostre finestre si è scatenato più o meno volutamente un “liberi tutti” che ha causato le conseguenze note a tutti, un esperimento allucinato di cui ancora si stenta a crederci.
E’ ancora troppo forte la tentazione di sparare (metaforicamente) nel mucchio, accusando i poliziotti “fascisti” o i blackbloc “anarcoidi”, crediamo però che tutta questa storia abbia bisogno di silenzio, lontano dai riflettori della cronaca. Occorre lasciare che il processo vada avanti e se si giungerà ad una conclusione qualunque sia, nessuna delle parti dovrà urlare al complotto.
Ci vuole silenzio perché è già troppo profondo il solco tra le forze dell’ordine, i noglobal e la cosiddetta società civile.

E’ però interessante notare come fino ad oggi ci hanno raccontato la storia di chi al G8 le ha prese: la pacifista manganellata a PuntaVagno ed ora risarcita dallo Stato oppure la ragazza straniera della Diaz.
Sarebbe interessante sentire la voce di chi invece al G8 c’è andato in uniforme, e non ci riferiamo al povero Placanica, ma a quei poliziotti onesti che al G8 ci sono andati a lavorare e che potrebbero raccontarci di quanti si sono fatti prendere la mano, se esisteva un piano preordinato, quali reparti hanno fomentato i disordini, chi ha ordinato lo scontro muro contro muro.
Ci sarebbe sicuramente da discutere, ma forse la verità interessa a pochi, pochissimo all’attuale classe politica. Che tra l’altro ben se ne guarda da allestire una commissione parlamentare sui fatti di Genova.


Ha ragione il blog Leonardo quando scrive che Genova dovremmo iniziare a raccontarcela in un modo diverso, dell’esigenza di raccogliere centinaia di testimonianze, memorie, fotogrammi, in un qualcosa che abbia un capo e una coda, un senso e una morale: un racconto.
Aggiungiamo noi cercando di depurarla della grande emotività che la circonda, perché la cronaca transitando all’interno del processo ha bisogno di distacco.

Ecco quindi alcuni frammenti, rigorosamente senza commenti, ideologie od altro.
Pura e semplice informazione.  

Repubblica TV – Voci del G8
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=launch&cont_id=3565 

Rai – Blob G8
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Blob^12361,00.html

Rassegna Stampa – Comitato Verità e Giustizia per Genova
http://www.veritagiustizia.it/rassegna_stampa/ 

Il G8 di Genova visto dal Centrodestra
http://www.lamiaterraan.it/cd.html

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