Effettivamente il problema esiste. Troppo spesso i locali del centro giocano a fare i ristoranti di classe, visto anche l’incremento dei turisti soprattutto intorno a San Lorenzo, e trovano escamotage per non accettare i buoni pasto.
Non sanno forse che la pausa pranzo è un servizio alternativo di mensa nel vero senso della parola, e la loro posizione è proprio quella di una mensa alternativa, indipendentemente dalla qualità del cibo.
Poi a mezzogiorno trovi di tutto: cibo riscaldato al microonde, insalate prossime alla pensione, focacce simil-pizza ecc.  e nonostante la frequente bassa qualità per un piatto+bevanda quasi sempre non basta un unico ticket.
Si tratta di una situazione quantomeno squilibrata.

Certo, il denaro contante è meglio di un pezzo di carta colorato sul quale poi devi pagare una commissione, ma non mi risulta che i ticket siano un servizio limitato a determinate fasce orarie.
Inoltre chi si presenta col ticket spesso diventa un cliente abituale, quindi sarebbe opportuno che i ristoratori cittadini (che vivono al 90% sui buoni pasto) risolvano i problemi di categoria prima di scaricarli ipocritamente sugli “utenti”.

E’ indubbio che se ci si vuole liberare dai ticket é d’obbligo una maggiore qualità, perché checché ne dicano i carissimi gestori i buoni pasto sono ormai l’unica garanzia di sopravvivenza dei ristoranti improvvisati, quindi senza ticket si farebbe un pò di pulizia sicuramente…e mettiamoci anche le belle osterie di Piazza delle Erbe.

Al contrario che si decida coraggiosamente di fare i Ristoranti rifiutando ticket “tout court”,  secondo voi quanti arriverebbe a fine mese?

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