Erano i cosiddetti anni di piombo, ma non mi sembravano anni così difficili.
L’Italia arrivava quarta ai mondiali, giravo in bici da cross ed ascoltavo Miguel Bosé.
Certo non immaginavo che De André, quel tipo allampanato e magrissimo, avesse paura della PFM.

Quando Franz Di Cioccio gli propose di riarrangiare molti dei suoi pezzi pensava di uscirne distrutto, ma quel disco lo fece lo stesso.  
Anzi la sua musica migliorò, ed i suoi dischi da quel momento segnarono una svolta.
 

Mi dicevano che andare ai concerti in quegli anni non era molto facile, la politica era entrata nei palasport, giravano cantautori prigionieri della contestazione.
I giornali la chiamavano “la guerra dei palasport”.
A Milano lanciavano molotov sul palco di Santana, nascevano Festival del Proletariato Giovanile e si finiva a botte, il leader della Cgil Luciano Lama veniva contestato duramente:

Ed ero già vecchio quando vicino a Roma, a Little Big Horn
capelli corti generale ci parlò all’Università
Dei fratelli tute blu che seppellirono le asce
ma non fumammo con lui non era venuto in pace.
 

Anche De André venne accusato di scarso impegno politico solo per aver vestito i suoi pezzi con i colori della PFM, ma almeno gli risparmiarono le molotov per integrità culturale.
La tournéé toccò 35 città e fu un successo.
Il volume dei concerti uscì nel 1979 e rimase in classifica per molto tempo. Io lo comprai qualche anno dopo alla Metro insieme ad un phon (quello che si dice un interesse a tutto campo!)

Il clima di quegli anni emerge chiaramente nella dedica all’interno del Primo Volume intitolata Blues di Altra Data: Noi siamo qui che aspettiamo  che cominci, ragazza.
Noi siamo qui che aspettiamo che incominci
Le vedi tutte queste teste ragazza
Le vedi tutte quelle palle da biliardo
Loro sono qui ad aspettare qualcosa, ragazza.
Loro sono qui ad aspettare che “qualsiasi cosa” cominci.
Ma tu chiudi il tuo balcone ragazza.
Questa sera voleranno bombe molotov,  mi hai capito ragazza
Questa sera voleranno bombe molotov e lacrimogeni.
Chiuditi, ragazza, dentro agli occhi e al balcone
se non vuoi piangere senza disperazione.
Noi siamo qui stasera, ragazza.
Noi siamo qui e aspettiamo che qualcosa cominci.

 

Ascolta Coda di Lupo

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