Per soli 16.343 voti il nuovo sindaco di Genova sarà Marta Vincenzi, prima donna a sedere sulla poltrona di Palazzo Tursi.
Il primo dato che salta all’occhio è l’astensione dal voto, circa un 6% in meno rispetto alle ultime amministrative del 2006, un 40% a fronte di una media nazionale del 26% circa.
Difficile individuarne il motivo a parte una generalizzata delusione per la politica ed i suoi rappresentanti, forse ha pesato un certo malcontento delle periferie, che è tuttavia rimasto sospeso, senza la traduzione del voto.
Non si è assistito infatti ad un altrettanto forte travaso di voti – nonostante il buonissimo risultato di Enrico Musso – semmai ad un non-voto di protesta specie nei tradizionali quartieri di sinistra di Ponente e Valpolcevera.
Basta vedere le percentuali ottenute nel 2002 da Giuseppe Pericu nelle roccaforti del Ponente e del centro storico rispetto alle attuali di Marta Vincenzi.
Altri tempi.

Non è valsa neanche la buona amministrazione della precedente giunta, a testimonianza che il voto questa volta è stato prettamente civico:

«L’astensionismo – conferma al Secolo XIX Bruno Delpino, transfuga Ds, candidato del Pdci per la Provincia nel collegio di Sestri – è tutto da ascrivere all’elettorato di centro sinistra, specialmente quello delle zone più popolari, come Sestri e Sampierdarena, dove le servitù perdurano malgrado le proteste. Traffico e sicurezza sono i problemi irrisolti a Sampierdarena, inceneritore e ospedale a Sestri. Il Comune ha fatto molto per i servizi sociali, ma è mancato il riequilibrio che i cittadini delle periferie si aspettavano. E di questa urgenza Marta Vincenzi dovrà tenerne conto da subito». 

Il centro-destra invece dimostra di aver azzeccato in pieno il candidato, ma giocando sull’indipendenza e sull’effetto novità di Enrico Musso ha in pratica dimostrato che la coalizione in città non ha grosso credito.
Resta da vedere cosa vorrà fare Enrico Musso per il futuro, se vorrà trasformarsi nel “traino” del rinnovamento della classe politica di centrodestra genovese, oppure tornare alle sue funzioni di professore.

Sembra di vedere il rovescio di una medaglia, da una parte Palermo, dall’altra Genova.

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