Scalinata Sant’Antonio 2r (da Piazza Sarzano) 

Ne voglio parlare subito visto che ne sono appena tornato.
Giusto dire che di vecchie “ostaje” come questa non ce ne sono più molte in giro, soprattutto nel centro storico. Giusto dire che l’atmosfera è decisamente retrò e marinaresca, con l’affaccio sulle riparazioni navali e la sopraelevata che dà nettamente l’impressione di pranzare su un traghetto.
Peccato invece che l’atmosfera non sia più così tradizionale come nelle osterie di una volta.
Manca il dialetto e la cucina a vista, la signora in zoccoli che s’attarda tra i tavoli, tutto quell’armamentario casalingo che ne farebbe un ambiente familiare.
Qui si respira invece uno strano odore da mensa universitaria nonostante la locanda esista dal 1890. Sembra di trovarsi in quel clima da movida che troppo spesso si traduce in indifferenza.
Due studentesse si barcamenano tra i tavoli, vagamente stranite, con la disinvolta noncuranza dei ragazzi in tutt’altre cose affaccendati. Troppo spesso impegnate a chiacchierare con l’amico o perse in chissà quale recondito SMS.
Ci vorrebbe una maggiore attenzione ai personaggi oltreché alle porzioni (decisamente risibili).

L’ostaja per definizione ha bisogno di storie, solo questo può far la differenza, altrimenti una fettina d’arrosto e mezza patata bollita posso anche portarmele da casa. 

Menù completo non oltre i 15 €, se avete fame fatevi un panino.

Voto :  5

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