Di Andrea Opletal   

Tutti i genovesi hanno almeno una volta sentito parlare di Scarpino, un montagna adibita a discarica di immondizia che ormai da decenni continua ad accumulare spazzatura. Da oltre un anno continuano a susseguirsi manifestazioni di protesta contro la prosecuzione di questa attività e contro l’eventuale costruzione di un inceneritore.

Credo sia opportuno fare chiarezza perchè questi movimenti di protesta non vogliono essere contro l’evoluzione (perchè comunque in qualche modo i rifiuti dobbiamo gestirli) ma la causa è da ricercarsi nella strada di accesso alla discarica.
Gli abitanti della zona sono ormai stufi di trascorrere notti insonni a causa del continuo transito di camion, perchè la strada che porta a Scarpino, per i primi tornanti, si articola tra un gruppo di edifici ed in alcuni tratti sono le stesse case a delimitare i confini della carreggiata.
Una discarica deve esserci, un inceneritore è giusto che ci sia (dopotutto le “biomasse” sono una fonte di energia) ma prima di tutto si dovrebbe pensare a costruire una strada nuova e migliorare l’accesso alla montagna.

Purtroppo vecchi progetti  sono rimasti ad oggi lettera morta. 

Intanto in questi giorni una nuova protesta è in atto (http://nuke.ilcorrieresestrese.com/) 

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