Dopo la presentazione dei 2 libri dedicati ai dieci anni dell’amministrazione Pericu tutti i giornali cittadini cominciano a trarre le prime conclusioni sull’attività del Sindaco uscente. I tanti obiettivi raggiunti, il centro restaurato e rivitalizzato, la ripresa economica ma anche le tante questioni trascurate come le periferie, le tante situazioni di degrado fino ai giorni difficili del G8.
I tempi tuttavia sono troppo caldi e troppo vicini alla competizione elettorale per poter avere dichiarazioni di prima mano dal diretto interessato che infatti si limita a dichiarazioni di carattere personale.

Pubblichiamo a questo proposito una recente intervista a Amministratori Locali, il portale dedicato alle amministrazioni locali, nella quale Giuseppe Pericu racconta della sua esperienza di sindaco di Genova. 

Che giudizio dà della sua esperienza amministrativa?
E’ un bilancio sostanzialmente positivo, dopo nove anni al governo della città. Forse si poteva fare di più e forse meglio, ma bisogna considerare la situazione grave e complessa che Genova ha attraversato, una vera crisi economica e sociale da cui si è risollevata lentamente. Ritengo obiettivamente che molti risultati siano stati raggiunti.

Quali sono le realizzazioni principali della sua esperienza di sindaco?

Quando assunsi la carica di Sindaco per la prima volta, la città di Genova attraversava un periodo molto difficile. La crisi dell’industria di stato (principale presenza industriale fino ad allora nella città) e la crisi del porto avevano avuto gravi ripercussioni anche sul tessuto sociale oltre che economico della città. Abbiamo da subito cercato una strategia per il rilancio del nostro territorio e della nostra immagine. Abbiamo redatto un “Piano della cittàun documento che effettuava un primo bilancio tra quanto definito nella Conferenza Strategica della Città di Genova (maggio 1999) e quanto realizzato e progettato durante il ciclo amministrativo. Un insieme organico di informazioni, riflessioni ed iniziative che hanno determinato lo sviluppo della città e che identificano concrete linee di progetto sul futuro possibile e desiderato, nelle differenti aree strategiche del Comune (dalla solidarietà alla “governance”). Abbiamo lavorato molto e abbiamo dimostrato di essere una città in grado di ospitare un evento importante quale il Summit dei G8 nel 2001 e di svolgere egregiamente il ruolo di Capitale Europea della Cultura nel 2004. Grazie a una serie di interventi strutturali, la città è radicalmente cambiata sotto il profilo urbanistico, mentre le manifestazioni di carattere culturale e artistico di livello internazionale che vi si sono svolte l’hanno resa maggiormente interessante e attrattiva. Abbiamo realizzato progetti importanti, che hanno fatto di Genova una città rinnovata, esteticamente migliore ed accogliente, competitiva, ricca di professionalità e di importanti centri di formazione e ricerca scientifica, disponibile e disposta ad affrontare le grandi progettualità di sviluppo futuro. Direi che la cultura è stata l’arma vincente di questo recupero di identità di fronte ad una città disgregata. Il notevole incremento del turismo è un segnale forte che conferma questo dato. Ci sono molte opportunità che nell’avvenire dovranno essere sfruttate al meglio, come l’Istituto Italiano di Tecnologia, che potrà dare alla nostra città ulteriore prestigio in ambito internazionale. Anche l’economia portuale genovese oggi gode di ottima salute e di notevoli prospettive di crescita: lo dicono i dati sui traffici, in costante ascesa, ma lo rivelano anche le ultime cifre relative al settore delle riparazioni navali, che sta girando a pieno ritmo, a differenza della profonda crisi che attanaglia le banchine industriali degli altri scali mediterranei, ed oggi i cantieri genovesi sono l’unica base per le riparazioni di grandi navi in tutto l’arco tirrenico.

E se deve fare un elenco di infrastrutture?
Relativamente alle infrastrutture di trasporto, indispensabili per supportare la crescita del sistema portuale ligure, sono basilari i due progetti chiave della nuova linea ferroviaria di valico fra Genova e la pianura padana e della nuova bretella autostradale, destinata a bypassare il nodo di Genova e a creare un legame diretto fra le aree portuali del ponente genovese e l’hinterland industriale di riferimento.
 

Il rapporto con la società civile?
Per noi è sempre stato fondamentale il confronto con la società civile. Lo abbiamo fatto in maniera molto evidente anche attraverso le due Conferenze strategiche del 1999 e del 2005 che hanno portato rispettivamente a delineare il Piano della città e ad attualizzarlo. Lo abbiamo fatto attraverso il Piano regolatore sociale, un progetto per il welfare locale che consente di mettere in rete tutti i servizi già esistenti, integrandoli fra loro, e, contemporaneamente, di evidenziare nuovi problemi ed esigenze dei cittadini cui sia possibile fornire una risposta adeguata. L’obiettivo centrale è il ben-essere del cittadino, chiamato ad essere parte attiva in questo ampio progetto e al quale viene richiesto di esprimere la propria personale “idea” per la costruzione di una città attenta a tutti i bisogni dal punto vista sanitario, sociale, culturale, familiare, professionale ed economico a partire dalle fasce maggiormente in difficoltà.

Che giudizio si può dare della partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa?

Per quanto riguarda la città di Genova, il giudizio è certamente positivo. La partecipazione dei cittadini, che abbiamo sempre coinvolto, sollecitato e incoraggiato, è un elemento di grande positività e di crescita per tutti. Ed è soprattutto attraverso la partecipazione dei cittadini che è stato possibile realizzare quello che a Genova è stato fatto in questi anni.

Come si svolge la sua giornata di Sindaco? E com’è il suo rapporto con la gente?
Devo dire che le mie giornate non sono mai uguali e tanto meno monotone. Ci sono appuntamenti settimanali obbligati, quali le riunioni di Giunta il giovedì mattina e le sedute del Consiglio Comunale che si svolgono il martedì pomeriggio. Ci sono appuntamenti straordinari, visite di personalità di rilievo, Abitualmente, nel corso della giornata sbrigo la posta, ricevo moltissime persone, ascolto istanze, incontro rappresentanti istituzionali e della società civile, partecipo a Convegni e ad incontri di rappresentanza. Il mio rapporto con la gente, dal mio punto di vista, è molto positivo. Rispondo personalmente a tutte le lettere che mi inviano, mi confronto e discuto con loro nei vari incontri che si svolgono a livello centrale o decentrato per dibattere anche su problemi che vengono percepiti come particolarmente critici o pressanti.

Parliamo della Finanziaria e dei tagli ai trasferimenti. Quali conseguenze per Genova?
A differenza di quanto accaduto lo scorso anno, quando il Comune di Genova è stato costretto ad aumentare l’ICI sulla prima casa a causa dei tagli ai trasferimenti statali decisi dalla finanziaria, quest’anno ICI e addizionale IRPEF a Genova rimangono invariate e neppure le imposte di scopo – quelle che la finanziaria di questo governo prevede per finanziare opere pubbliche – saranno introdotte nella nostra città. Siamo riusciti a fare quadrare i conti con le nostre entrate ordinarie e il patto di stabilità sarà rispettato. Questa finanziaria, nonostante qualche punto non ci trovi pienamente concordi, mette a disposizione maggiori risorse sulle realtà sociali. Tanto è vero che siamo riusciti ad assegnare risorse aggiuntive ai servizi educativi e alla persona.

Il rapporto con il territorio, con le istituzioni?
Ho sempre creduto molto che per il bene della città, fosse importante promuovere una sinergia tra le istituzioni presenti sul territorio. Per questo, fin dall’inizio del primo mandato, in occasione della prima Conferenza Strategica, il Comune di Genova, si è impegnato per contribuire alla definizione di metodologie di “governance” insieme agli altri soggetti istituzionali, economici, sociali e culturali. C’è stato un primo avvio di un “Comitato per lo sviluppo”, sul modello di altre città europee – come Barcellona, Glasgow – che hanno affrontato prima di noi rilevanti problemi di trasformazione urbana. Le difficoltà incontrate nel consolidamento di questa esperienza sono state poi superate lungo il 2004: per l’anno europeo della cultura, è stato sperimentato con vantaggi generali, il metodo del lavoro comune con Regione, Provincia, Camera di Commercio, Università.

Il rapporto con la Regione?

Il rapporto con la Regione non è sempre stato ottimale. La precedente amministrazione regionale era retta da una coalizione di centro destra e abbiamo incontrato varie difficoltà. Ma come dicevo prima, soprattutto nella concomitanza dell’evento di Genova Capitale Europea della Cultura, abbiamo trovato il modo di superare le divergenze e di lavorare insieme con buoni risultati.

Con l’Amministrazione provinciale?
Fortunatamente il rapporto con l’amministrazione provinciale è sempre stato di proficua ed efficiente reciproca collaborazione.

Che cosa le viene in mente sul nuovo Titolo V della Costituzione a tre anni dalla sua entrata in vigore?

Io sono convinto di questo: la città è il luogo dove si prendono decisioni importanti per la vita delle persone. Credo che sia tempo di riconoscerne pienamente il ruolo amministrativo e gestionale. Oggi i Comuni si trovano ad avere sempre maggiori responsabilità organizzative senza avere le risorse economiche sufficienti per farvi fronte. Senza contare che alcune tasse – come l’ICI – così come sono strutturate adesso, sono inutili oltre che inique. Io sono a favore di un vero federalismo fiscale, che consenta ai Comuni di ottenere maggiori risorse e autonomia.

Il federalismo esplicita con forza la questione della corretta gestione delle risorse locali. Come si presenta nel suo Comune questo problema?

Genova possiede tutti i requisiti per entrare nell’elenco delle città metropolitane, così come previsto nel Titolo V della Costituzione in quanto, tra l’altro, gestisce ormai da tempo servizi sovracomunali, quali il ciclo dei rifiuti, il trasporto pubblico, i servizi idrici, l’energia. Penso che sul nostro territorio vi sia una situazione di confusione istituzionale, con troppi livelli amministrativi che si sovrappongono e poca vicinanza al cittadino. La dimensione metropolitana a mio giudizio consentirebbe maggiore vicinanza ai cittadini e maggiore efficienza nella gestione delle risorse locali e dei servizi.

Il territorio e le sue risorse. Cosa è stato fatto per valorizzarle?
Il nostro impegno è stato davvero molto forte per valorizzare il nostro territorio e le sue molteplici risorse.
Per farle un esempio, torno sul tema del nostro patrimonio culturale, artistico e architettonico. Il patrimonio museale di Genova è impressionante ma, almeno sino a pochi anni fa, non comunemente fruito dai cittadini e solo occasionalmente noto ai turisti. In quattro anni di intensa attività si sono sviluppate numerosissime iniziative atte a presentare questo patrimonio sotto forma convincente e seducente utilizzando ogni mezzo di “propaganda” possibile: concerti nei musei, incontri e dibattiti, spettacoli ed eventi diversi. Questa fitta rete di attività ha prodotto una risposta positiva da parte dei cittadini, che si è concretizzata in un forte incremento delle visite. Lavorando invece su scala internazionale, le nostre collezioni sono state portate, sia per quanto concerne opere singole sia interi gruppi coerenti di opere, in molti Paesi del mondo. Al tempo stesso la ricchezza culturale della città è stata fatta rilevare internazionalmente in diverse attività anche attraverso la presenza del famosissimo violino Guarnieri del Gesù appartenuto al grande virtuoso genovese Niccolò Paganini e conservato nel nostro Palazzo Tursi. Inoltre, il centro storico genovese, forse il più esteso in Europa e certamente tra i più ricchi di spazi urbani di epoca tardo-rinascimentale e barocca, con oltre cento palazzi di straordinario valore architettonico e storico, è stato in gran parte recuperato e valorizzato. Il nostro impegno è stato premiato come forse non avremmo immaginato: proprio in questi giorni sarà a Genova il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i beni e le attività culturali on. Francesco Rutelli per la cerimonia ufficiale attraverso la quale alcune parti del centro storico di Genova vengono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

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