La premessa è chiara: Genova si dà due anni di tempo per trasformare il progetto di Renzo Piano, dove possibile, in una variante del piano regolatore portuale.
In estrema sintesi si ricomincia a parlare di waterfront in maniera fattiva dopo il giro completo di polemiche, bocciature e ritorni di fiamma di questi ultimi tre anni.
 Il piano regolatore resta però in piedi, mentre il waterfront dovrà farsu largo a gomitate tra svariati tavoli tecnici. Ma il già fragile fronte del consenso sembra indebolirsi ulteriormente, il sindaco Pericu che tanto ci teneva a chiudere viene bacchettato in nome della discontinuità,il progetto di Renzo Piano dovrà così imparare a nuotare, almeno per rimanere a galla.

Ci pensa poi Marta Vincenzi a chiosare la giornata:

” Non spetta agli architetti disegnare il futuro della città. E men che meno a quelli che non hanno competenze urbanistiche. Questa è una funzione che deve assolvere il Comune, dopo aver ascoltato i cittadini e gli operatori portuali”.

Sarebbe interessante conoscere l’opinione dell’architetto, qualcuno ha pensato di chiamarlo?

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