Tempo fa si ironizzava da questo blog sugli automobilisti solitari, su tutte quelle persone che ancora sono convinti che è “comodo” andare in ufficio in automobile.

La questione è al limite del demenziale, perché pur avendo ad esempio un parcheggio privato, per poter arrivare in orario (o addirittura per limitare il ritardo) è assolutamente obbligatorio uscire prima di casa; quindi non si vede proprio dove possa essere la comodità, a meno che non si brami dalla voglia di arrivare al lavoro prima dell’alba.
Su questo argomento non sembra vi siano iniziative particolari del Comune. Limitare il numero di auto in circolazione rimane al momento un elemento in fase di studio.

Eppure in giro qualcosa si sta muovendo. 

 

Il Comune di Trieste a inizio febbraio ha introdotto per la prima volta a livello strutturale il cosiddetto Car Pooling, cioè l’utilizzo della stessa autovettura da parte di più persone contemporaneamente (almeno tre) che si organizzano per raggiungere assieme lo stesso punto o zona della città.
Si tratta di una pratica già largamente utilizzata negli Stati Uniti – addirittura hanno corsie preferenziali ad hoc – che potrebbe dare un contributo significativo alla riduzione del traffico cittadino spesso individuale, ma richiede ovviamente un “cambio culturale” di abitudini consolidate.
Molte persone infatti vivono la propria automobile come un ambiente privato quindi non hanno alcuna intenzione di condividerla con altri. Altri ancora non proverebbero senza avere un’entrata immediata piuttosto che un risparmio di spesa.
Proprio per scardinare questa mentalità il Comune – oltre a tutti i ragionamenti relativi al risparmio sulla benzina, e sui pedaggi per i parcheggi – ha messo in tavola la deroga ai divieti di circolazione nel centro di Trieste; un divieto reso necessario quando i valori minimi d’inquinamento vengono superati.
In pratica il car pooling viene liberato dal divieto in quanto considerato una misura efficace nella direzione di un uso diverso e più intelligente dell’auto privata in città.
Naturalmente occorrerà verificare gli effetti di questa novità, se si tratterà solamente della pratica di pochi cittadini volenterosi, oppure se si avranno dei risultati positivi, diciamo intorno al 10-15% di macchine in meno.
Resta tuttavia il fatto che il Comune di Trieste ha anche annunciato il parallelo avanzamento di altre iniziative per incentivare l’uso del car pooling, anche al di là dei momenti di emergenza per inquinamento.
Ad esempio agevolazioni particolari per i dipendenti comunali o per altre grosse ditte con sede nel centro cittadino, rimborsi spesa per chi mette a disposizione la propria auto.
La prospettiva è invitante, perché se si considera ad esempio una discreta adesione complessiva i risultati nella diminuzione del traffico non potranno che essere immediati e molto rilevanti. Basterebbe infatti che solo poche centinaia di car pooling entrassero in funzione per avere una riduzione di oltre mille auto circolanti in centro.
Senza considerare poi tutti gli altri benefici che seguirebbero a ruota in termini di fluidità del traffico, maggiore facilità di parcheggio, minor inquinamento.
A questo punto considerando che Trieste per conformazione del territorio è molto simile a Genova perché non valutare una sperimentazione del genere anche da noi?
Naturalmente in maniera più continuativa ed integrata nel piano del traffico cittadino, non solo relegata a determinati eventi come per l’ultimo Salone Nautico.
Questa sarebbe una domanda interessante da porre all’attuale Assessore al Traffico e, più coerentemente, ai candidati sindaci. 

Fonte ForumTrieste

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