Nel pomeriggio andammo al Senhor do Bonfim per il soundcheck.
Suonare in quel locale ad un passo dalle onde era per noi quasi un cataclisma. 
Ricordo una sera, molto tempo prima, progettammo di andare ad ascoltare i Morblues proprio in quel locale.
Il Senhor era gremito di gente, pieno di storie.  
I ragazzi salirono sul palco ed attaccarono inaspettatamente “The Thrill is Gone”.
A quell’epoca avevo una vena sentimentale per l’America dei neri, per quello strano modo di tirar fuori l’anima e le budella dagli strumenti e le cose che imparavo da quei vecchi pezzi mi sorprendevano sempre.
Definivano il senso delle cose.


Forse per lo stesso motivo Fabrizio ha cominciato a suonare la batteria e Luca la chitarra.
Forse per questo Bogi si è trincerato dietro un basso.
Sull’inizio sincopato della chitarra ci rendemmo conto che stavamo abbandonando dietro di noi le sciocchezze e la confusione, pronti  a compiere la nostra unica e nobile funzione, suonare.

Ci furono poi giornate buffe e fumose passate a cercare di mettere insieme due accordi, serate passate ad intercettare un feeling. Non sapevo bene dove potevamo arrivare, ma questo disagio ci teneva uniti.
Ci furono anche lunghe discussioni e furenti litigate, ma tutto faceva brodo.
Luca si aggirava in saletta sudaticcio e incazzato facendo discorsi un po’ strambi:

“Ora io non sto cercando di sottrarvi ai vostri innumerevoli impegni, e nemmeno distrarvi dai vostri programmi per il futuro, ma non credete sia giunta l’ora di decidere cosa siamo e dove vogliamo andare?”

Da qualche parte ci siamo arrivati.
Grazie a quei vecchi dischi di BB King  ora ci siamo noi a suonare al Bonfim.

Le luci s’attenuano ed il palco è perfetto, la gente immobile ti guarda in faccia.
Il volume è alto e non puoi sbagliare. I primi secondi sono panico puro, le pause successive sono piene della paranoia di dire qualcosa di divertente, vagamente sensato.
Gianluca comincia a dondolarsi sullo sgabello del piano, la faccia che si apre ad una smorfia che sembra un sorriso, la camicia a chiazze nella schiena.
Il ritmo va sù e inizia a dondolarsi più svelto.
Bogi batte forte col piede.
La gente comincia a ballare.  Ridiamo.

”Si!!  Suoniamo la musica nera, non preoccupiamoci di niente!”

L’aria di Nervi é così dolce che pare arrivare con le onde morbide del mare, quasi si può sentire il salino aggrapparsi agli strumenti. 
Quel senso delle  cose è improvvisamente ribaltato, la musica ci ha distolto dai geli ventosi del nostro inverno settentrionale.
All’improvviso, inaspettatamente saltavamo su un palco, totalmente cambiati.

Annunci