Di Mario Marchesi

Ila (al secolo Ilaria Scattina) non è certo l’ultima arrivata nel panorama artistico genovese. Web Designer, cartoonist, decoratrice d’interni, fotografa ma soprattutto cantautrice ha svolto un’intensa attività creativa nella nostra città prima di tentare il grande salto verso la “vera” produzione musicale in quel di Milano.
Ora dopo alterne vicende esce a breve per l’etichetta CinicoDisincanto  il suo album d’esordio intitolato “Malditesta”
 
Sul suo sito web ILAMUSIC notizie curiosità e le sue canzoni.

L’abbiamo contattata per conoscerla meglio.  

Facciamo un po’ di storia. Nata e cresciuta a Genova, tutto ad un tratto t’innamori della musica rock “massacrando” genitori e amici ascoltando il grunge, dopo qualche anno ti ritrovi a Bergamo ad incidere il tuo primo album, oltre ad una grande determinazione, come può essere successo tutto questo ad una ragazza di Borzoli? Che ci vuole più di tutto?
Diciamo che la determinazione e la testardaggine hanno avuto  un ruolo importante, ma più di tutto sono state fondamentali le coincidenze, e un pò della mia ingenuità. La storia sarebbe davvero molto lunga, visto che parliamo di 7 anni di vita, ma cercherò di fare un piccolo riassunto.

Innanzi tutto avevo 21 anni e volevo andarmene di casa. Sentivo  che Milano doveva essere la mia meta, sentivo la musica chiamarmi forte. Vedevo la metropoli come i Magi la stella cometa, non so se mi spiego. Ero molto ingenua, e quando dico “molto” intendo proprio tanto, così tanto da pensare che bastasse andare a bussare a tutte le porte delle case discografiche per farsi produrre.
Pensavo bastassero il mio amore per la musica, la mia faccetta e la voglia di emergere, per fare un disco.

E qui la prima eclatante coincidenza: un mese prima di scappare verso milano, entro per la prima volta in una chat, faccio un gran casino con il “nickname” ( non sapevo nemmeno cosa fosse) e mi trovo costretta a chiedere aiuto al moderatore. Mi aiuta.
Ci mettiamo a chiacchierare del più e del meno. “Cosa fai? La cantante e tu? Il produttore”….e fu così che Fabrizio Brocchieri, moderatore della chat, divenne il mio produttore!
Da li in poi di coincidenze ce ne sono state così tante che non le conto nemmeno più, ma vorrei citare quella che ha dato un’altra svolta alla mia vita.

Dimmi.
Marzo 2005: dovevamo teoricamente registrare il disco con la vecchia band. Qualche casino di troppo mi fa decidere di mandare tutto al diavolo e cercare un arrangiatore, o meglio, nei miei sogni più dannati avrei voluto un “chitarrista, arrangiatore che avesse uno studio di registrazione”. Poca roba  insomma.
Al secondo giorno di nervosismo e confusione, incontro un amico batterista, Bread (Marcello Schena) e gli espongo i miei progetti per un “futuro migliore”. Marcello mi fissa in silenzio, pensa, sorseggia il suo tè e finalmente conclude “Ho un amico molto bravo che suona la chitarra, arrangia e ha uno studio a Bergamo.” – quasi cado dalla sedia e mi vanno di traverso i pasticcini – “Ti chiamo domani“.

Così avete organizzato l’incontro allo studio di registrazione.
All’indomani ho il numero di Paolo Filippi, contattato preventivamente da Bread. Al telefono chiacchieriamo qualche minuto, ci diamo appuntamento al giorno seguente. Mi presento pimpante ed incredula al Cavò Studio di Bergamo, dove trovo Paolo e il suo socio Teo. Suono Pallottolion (pezzo scritto per mio nonno che non c’è più). Ascoltano, ed al termine del pezzo mi dicono:  “Ok, ti produciamo il disco!” A quel punto penso ci sia una telecamera nascosta; invece di li a poco abbiamo cominciato il never-ending album, nel senso che è cominciato nel 2005 ed è terminato alla fine del 2006, dopo mille difficoltà. 

Ora finalmente “Malditesta” è finito…e adesso aspettiamo l’uscita del disco.


Hai quindi deciso di emigrare, allora è proprio vero che Genova offre poco ai suoi talenti?
Ho cominciato a suonare e comporre nel ’95 e per mia fortuna, abitando a Borzoli, avevo le salette del Centro del Ponente a due passi. Ero sempre li, a suonare o ad ascoltare altri. si parlava di tutto, c’era uno scambio, a volte facevamo delle jam in sala.
Ci si ospitava a vicenda, era bello davvero.
Sono rimasta a Genova fino all’inizio del 2000 e se devo essere sincera, Genova invece di offrirci sempre un pochino di più diventava sempre più tirchia.
I locali grandi dove si suonava spesso, come il Nessundorma, il Palace, il Fitzcarraldo (e alcuni altri) hanno chiuso o cambiato tipo di programmazione dando il benvenuto alla “discoteca” o al latino americano.
così ci siamo trovati ad un certo punto a non sapere più dove sbattere la testa.


Genova quindi secondo te sta vivendo una certa involuzione musicale?

Se facevi cover trovavi uno spazio dove esibirti, ma noi poveri derelitti con pezzi inediti dovevamo  barcamenarci tra un posto in cui al massimo potevi andare in duo o il nulla totale.
Magari esagero un pò, ma per essere la terra di De Andrè, mancava qualcosa. C’era proprio un vuoto, salvo rarissimi casi come la Panteka. Ma parlo di quel periodo. Ora pare stia cambiando.
Arrivata a Milano ho scoperto un mondo molto diverso, fatto di gente che fa musica “sul serio”.
E’ una cosa impalpabile, una sensazione che ti rimane addosso; di norma quando parli con un musicista che suona a Milano ti trasmette quel non-so-ché di impegnato che a me lasciava di stucco. Del tipo “Faccio il musicista e mi organizzo bene”.
E’ molto difficile da spiegare, ma ho scoperto che si tratta di una sensazione comune anche ad altri musicisti.

Per fortuna ora a Genova le cose sono un po’ cambiate.
Sono nati festival e qualche nuovo locale, c’è più movimento, anche se sentire ancora certe cose mi fa ancora venire i brividi.

In che senso.

Nel Nord Italia è sempre difficile farsi pagare il giusto, mentre al Sud hanno un maggior rispetto di te come musicista,  e quindi anche i cachet sono più ragionevoli. Milano e dintorni non offre moltissimo a livello di budget, e spesso quando sento dirmi “Devo pagarti per fare una cosa che ti piace?” rimango allibita.
Ma torniamo a Genova. Ci sono dei locali che piuttosto che pagarti si taglierebbero una mano, e quindi a volte ti senti dire che danno 50 euro A BAND!  Roba da pazzi. Io sono la prima che suona gratis se la serata lo richiede (se è una promozione particolare, una cosa fatta per un senso specifico) ma non esiste che una band, che fa prove, spende soldi per saletta e strumenti venga pagata 50 euro, per la gloria.


Il problema è che la gente suona per 50 euro, e così non se ne viene più fuori.

Ribadisco, ho suonato gratis tante volte, ma se diamo corda ai locali non resta che darci la zappa sui piedi direttamente. Qualcuno a volte se ne dimentica, ma anche se la musica è una passione (per alcuni uno scopo nella vita), rimane anche una fonte di sostentamento. Se uno vuole fare solo il musicista fa fatica a campare se il locali fanno così.
Ma la gente non ci pensa a queste cose.

Un’altra parentesi riguarda le case ed etichette discografiche, quando me ne sono andata in effetti c’era una povertà infinita.
Ora sento che anche lì si sta muovendo qualcosa, a Genova intendo, non ne sò molto ma ne sono felice!

Parlami dell’album Malditesta.
Mi sembra d’obbligo partire dal titolo. Molto banalmente soffro di continui mal di testa, talmente forti e fastidiosi che mi condizionano la vita, purtroppo. La frase che mi si sente dire più spesso è “Ho mal di testa“. Il mal di capoccia è  così diventato un’entità, se così si può dire…quindi MALDITESTA. Nell’album ci sono 12 canzoni, più una ghost (Penso Troppo in versione punk) e varia tra diversi stili. Il modo in cui nascono i pezzi è sempre lo stesso, ossia io, le mie emozioni e la chitarra acustica, ma gli arrangiamenti cambiano tutto. Soprattutto grazie alle idee di Paolo Filippi (che ha curato la produzione artistica con me e Teo Marchese) il risultato è un disco con qualche pezzo rock, qualcosa di pop, una beguine anni ’50, un po’ di punk, un paio di pezzi pseudo acustico, e l’immancabile funk.  Uniti dal medesimo filo conduttore.

La cosa più bella è che tutti quelli che hanno suonato nel disco, sia la band sia i “nomi”, come Moriconi, Bosso, eccetera, l’hanno fatto per puro piacere, per fare musica, niente di più.
Credo che questa sia la cosa che più si sente nell’album, l’amore per la musica.

Malditesta è un disco per chi ?

Eheheh..Sinceramente non lo so. Ovviamente ho fatto ascoltare i miei pezzi un pò a chiunque, e devo dire che apprezzano sia (non sto scherzando) ragazzini di 12 anni, come i cinquantenni. Aggiungo anche qualche ottantenne. Non male direi. Però i gusti son gusti no?

Cosa ti aspetti da questo album?

Non mi aspetto niente, semmai spero. Spero di arrivare alla gente, ai cuori. Scrivo da sempre, e questo non solo come “terapia” personale, ma per condividere le mie emozioni con gli altri, arrivare a loro.


Q
uanto c’è di te nelle canzoni dell’album? 

Tutto! La mia vita movimentata e la continua analisi delle persone e del mondo che mi circonda. Le sensazioni, i ragionamenti hanno fatto nascere emozioni, quindi canzoni. Se vuoi capire qualcosa di me, è tutto li, su un piatto d’argento.


Durante la lavorazione hanno collaborato vari musicisti tra i quali mostri sacri come Fabrizio Bosso e Massimo Moriconi, com’è stato lavorare con loro?
Come accennavo prima, ognuno di loro ha portato del “suo”. Per me è stata un’esperienza meravigliosa, soprattutto perchè scopri una cosa fondamentale: i grandi SONO UMILI! Sono stufa di vedere musicisti che ti parlano di loro stessi come se fossero dei fenomeni, che si offendono se gli fai una critica, che pensano di aver capito tutto.  Ognuno ha i suoi difetti si sà, ma scoprire il grado di umiltà dei grandi, fa davvero pensare.
Poi quando ti capita che un’artista famoso ti venga a stringere la mano perchè gli hai aperto il concerto, e ti ringrazia fremente, davvero, ti senti piccolo piccolo.

Di questi tempi si registra un forte ritorno alle vocalità femminili, tra folk e jazz direi, hai anche tu questa sensazione, secondo te a cosa è dovuto questo ritorno al femminile?
Secondo me c’è un aumento delle cantautrici in genere. Ho notato che a Genova sembra sia scoppiata la mania delle cantantesse. Saranno un paio d’anni che ne escono di continuo, anche a Milano, ma meno che a Genova. Non sarei in grado di capirne il motivo, forse c’è una maggior consapevolezza. Io sono in giro (musicalmente parlando) da 12 anni, ed in effetti mi sono sempre sentita un pò sola a dover sempre combattere con i maschietti musicisti.
Da sempre c’è il problema (taciuto ma evidente) che quando si parla di una donna che suona il commento finale è  “Brava, per essere una donna!” ma cosa vuol dire? Almeno adesso siamo in tante e ci facciamo sentire…!!!

Tra le artiste ora in voga chi ti ha ispirato maggiormente per vocalità e per originalità della proposta?

Nessuna donna in particolare. In genere ascolto di tutto, che siano Beatles o Radiohead, Nirvana ( bei tempi) o Dave Matthews, Damien RiceLenine, ma nessuno in particolare.
Prediligo il filone cantautoriale, Jamie Cullum, John MayerPete Yorn, Raul Midon, Rufus Wainwright, Jeff Buckley. Potrei elencartene altri mille, ma dove mettere il rock e il funk?
Mai senza!!!
Come donne direi assolutamente Fiona Apple, Ayo, Aimee Mann, Tracy ChapmanJoni Mitchell, Polly Paulusma e la fantastica Susheela Raman.
Poi c’è internet con cose tipo Myspace che mi ha fatto conoscere un mondo sotterraneo di bravi artisti. Come Sara Tavares.
In quest’ultimo anno poi mi sono avvicinata parecchio al mondo elettronico, creando, con Teo Marchese, il progetto “2Hez”, nato per gioco lasciandosi andare in paesaggi mai visitati prima, mescolando elettronica, acustica e etnica…lo puoi trovare a questo indirizzo
www.myspace.com/2hez 
 

Progetti futuri? Promozione o tour?  Quanto ti farai sentire a Genova?
Sto aspettando di sapere come chi e quando uscirà il disco, probabilmente in primavera.La promozione è praticamente cominciata ieri, ma ancora non posso svelare troppe news.

Il Pre-tour è già cominciato da un paio di mesi e le date sono visibili qui http://www.ilamusic.it/tour.htm

per Genova sto aspettando news!


Ma qual’é
il sogno di Ila?
Fare i miliardi per comprare un rustico in toscana e mandare tutti aff…..scherzo non lo saprai mai!!!

 

 

 

 

 

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