Via Soziglia 74r 

Pranzare da Romanengo mette un bel po’ di soggezione.
Sarà l’arredamento, le vetrinette con i cimeli alle spalle, la mancanza assoluta di persone al di sotto dei 30 anni, quei rumori sordi tipici dei pavimenti in legno, non fai in tempo a prendere posto che una specie di groppo ti chiude lo stomaco.
Come se il rispetto per gli anziani che tanto t’inculcavano i tuoi da ragazzino ti suggerisca di mangiar poco.

Forse esagero, ma chi non ha familiarità con queste antiche botteghe familiari non ci pensa proprio ad entrare.
Per questo motivo pochi sanno che Romanengo ha anche un ottimo menù a pranzo.
Il riso in bianco svetta per la sua semplicità, le seppie in umido per presentazione e sapore sono a tratti commoventi…e se non sapete come una seppia possa essere commovente fateci un salto. 

Una ragazzotta si avvicina a  prendere le ordinazioni, non puoi fare a meno di notare quell’enorme cerotto sulla fronte – un brufolo? Magari si è convertita all’induismo? –  trattieni a stento una risata…forse Romanengo rimane l’unica bottega veramente etnica da queste parti. 

Voto: 7 ½  

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