E vogliamo parlare dei rumori? 
Delle


E vogliamo parlare dei rumori?
Delle
ombre che ci passeggiano sulle palpebre?
Fuori un lamento rimbomba e tutt’attorno una grande città scura.
Da qualche parte passa una macchina, sventaglia i fari sul muro accanto al comò.

Sirene e Polizia.
Bombaroli idioti fanno danni tra i cartoni della Coop.
Un’idea come un’altra per finire in TV domattina.

La maggior parte delle case è buia, dorme già da un po’, ma ora si moltiplicano le luci, si frammentano le voci: 

”Vorrei che tuo padre fosse a casa”
”Aspetta che arrivi quel ragazzo. Gliene dò tante da lasciarlo senza fiato”.
“Abbassa quella tele, befana”.
”Ma che hanno fatto scoppiare la caserma?”
“No. Solo il cassonetto vicino al Vanilla”. 
 

Lontano su un viadotto una moto scappa rombando come un oggetto metallico perduto e senza nome. Coglioni.
Ti cacci a letto e pensi ad altro, ma il buio si ritrae, disorientato, sorpreso, arrabbiato ed è mattina.
Senti dei rumori per le scale, un uomo si schiarisce la gola al piano di sopra, le voci si compattano:

”Hai dormito bene?”
Si.

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