Sembra un film già visto anche se di altra sponda.
Dopo l’affaire Kazu Miura di spinelliana memoria, un’altra squadra genovese acquista un calciatore “sui generis” per motivi tecnici incomprensibili e per motivi economici più che evidenti.
La differenza sostanziale stà nel Presidente.

Ai tempi di Miura gli sponsor giapponesi (vero motore dell’affare) condizionarono non poco il campionato del Genoa, spesso costretto a far giocare Kazu per adempiere all’accordo ed incassare la moneta. Quell’anno finirono in B e l’affare non si rivelò quindi così conveniente.
Seguirono proteste, fulmini e saette, dimissioni e rivoluzioni societarie fino agli anni bui che tutti conosciamo.

Oggi invece in casa Samp abbiamo semplicemente un figlio di papà che si diverte a fare il calciatore, e non ci sono sponsor commerciali a far danni – d’altronde la Libia non é il Giappone.
Abbiamo solo un petroliere che mira semplicemente a raddoppiare il business di famiglia.

Il governo di Tripoli ha recentemente ribadito la volontà di vendere il 60% di Tamoil Italia.
La Tamoil fa gola a ERG.
La società dei Garrone, acquisendo i distributori del marchio controllato da Gheddafi senior, raddoppierebbe la sua quota di mercato nella vendita di carburanti in Italia, arrivando al 10-15% contro l’attuale 7%. 
In termini reali parliamo di circa 4500 punti vendita in tutta Italia.

Una bella fetta di torta.

Il giovane rampollo potrebbe così diventare la classica ciliegina opportunamente collocata per conquistare papà…che si dice a sua volta diventerebbe azionista della Samp.
Se così fosse Garrone dimostrerebbe ancora una volta che in affari conta molto di più mirare alla pancia ed ai desideri della controparte, piuttosto che presentarsi con grafici ed ingegneri.

A tutto questo poi si aggiunge il fatto che nessuno obbligherà Novellino a schierare il bizzarro Al Saadi in campionato…e questa è un’altra differenza dai rossoblù.
La tifoseria rumoreggia ma lascia correre, un altro motivo per cui la Samp la comprano i petrolieri.
 

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